LA PRIMA VOLTA : DISPERAZIONE E ILLUSIONE DI UN RAGAZZO DISABILE

la prima volta : disperazione e illusione di un ragazzo disabile, un monologo interpretato da Giovanna Chicco di Ability Channel, tratto liberamente da una lettera della mamma di un ragazzo disabile, che deve affrontare per la prima volta il desiderio sessuale e la ricerca dell’amore da parte del figlio.

La prima volta

La prima volta per un ragazzo disabile: Perchè un ragazzo disabile è preda dell’ignoranza?

“Voglio raccontarti la storia di una madre, affranta e sconfitta nell’animo, una donna sola che combatte contro tutti per l’inserimento del proprio figlio nella società, un figlio affetto da diplegia spastica, un ragazzo che come tanti suoi coetanei sta scoprendo la sessualità e di quel tunnel per lei ormai senza uscita…del cinismo da parte di quelle istituzioni che tanto vantano le pari opportunità, perchè un ragazzo disabile è preda dell’ignoranza?”

La prima volta per un ragazzo disabile: Mio figlio è una persona come te

“Perchè mi devono sempre ricordare che mio figlio è diverso dagli altri? Mio figlio per me è speciale, so che è diverso, l’ho sempre saputo…ma è mio figlio…e soprattutto è una persona come te, come me…E’ un ragazzo dolcissimo…è un bel ragazzo…io gli dedico tutta me stessa, cerco di fargli superare le difficoltà che può incontrare nel suo cammino…è un ragazzo forte, per certi versi…”

“Ora sta crescendo, è cambiato, la sua voce è cambiata, è da uomo, la peluria sul petto, sul pube…sta scoprendo la sessualità come tutti i suoi coetanei…ultimamente però è strano. Frequenta il liceo e quando torna a casa da scuola è nervoso, è scontroso, gli vengono degli attacchi di ira che poi scaraventa su di me…si chiude nella sua stanza in preda a quei silenzi che fanno rabbrividire…poi viene verso di me e cerca le mie carezze, ma non sono le carezze di un bambino…Io mi sento impotente…non posso fare questo…non ce la faccio…”

La prima volta

La prima volta per un ragazzo disabile: i problemi con la scuola

“A scuola l’hanno preso di mira, i suoi compagni lo trattano come un diverso…gli fanno fare delle cose oscene, cose che mi fanno gelare il sangue…Io voglio parlare con loro, voglio metterli a conoscenza della malattia di mio figlio, renderli partecipi, delle sue esigenze e di quelle che sono le sue difficoltà ma tutto questo mi viene impedito…addirittura un’insegnante mi dice: Signora, perchè non lo porta da una prostituta? Mio figlio…mio figlio sta sulla carrozzina, mio figlio è ingenuo, è puro…”

La prima volta di un ragazzo disabile, il fallimento del padre… il cinismo della psicologa.

“Fallisce anche mio marito…la psicologa…mi dice di indurlo alla masturbazione…mio figlio che è così fragile…non accetta…non riesce ad avere un approccio con il proprio corpo…allora mi dico…se un’insegnante e una psicologa a priori indirizzano mio figlio verso la masturbazione o verso una prostituta…questo significa che lui non ha diritto ad una vita normale, come un ragazzo della sua età…”

La prima volta

“Perchè lui non può vivere un amore, un sentimento? Perchè queste persone lo escludono a priori discriminandolo…e allora io mi incazzo…si parla tanto di queste pari opportunità, ma quali opportunità, ma quale solidarietà…mio figlio è in carrozzina, mio figlio è disabile…Ma è mio figlio, è la mia vita…ed è giusto che lui abbia una vita normale, come te, come me, come tutti…”

La disperazione e l’illusione per la prima volta

Ultimamente lo vedo tornare a casa con il sorriso…con il sorriso negli occhi…Mi incuriosisco, sono radiosa perchè…mi chiedo perchè è così felice…mi dice che ha conosciuto una ragazza…che gli sorride…lo tratta come un ragazzo normale…lui è alla ricerca spasmodica di un approccio fisico con l’altro sesso…ma anche di sentimenti…di amore…allora mi dico perchè…sicuramente è una ragazza educata, dall’animo nobile…ma penso che sia solo un’illusione…

Ti chiedo perchè?

Il testo de ” La prima volta illusione e disperazione di un ragazzo disabile” è tratto liberamente da una lettera scritta dalla Signora Barbara Monaco, mamma di un ragazzo affetto da diplegia spastica in seguito ad una paralisi cerebrale infantile.