Il Karate e la gioia di vivere – La storia di Claudio – Parte 3

Lo sport come strumento di inclusione ed integrazione, di recupero dell’autostima e del benessere psicofisico. Anche per Claudio è così: presso la scuola di karate di Trevignano Romano North East Karate-Do gestita da Alessandra D’Arcangeli e Andrea Flumari ha trovato l’ambiente ideale per esprimere tutta la sua gioia di vivere… 

Claudio

Claudio ha partecipato a diverse gare, quelle alle quali può partecipare un ragazzo come lui e tutti i bambini di questa età, ha partecipato come tutti gli altri bambini, ovviamente, e ha fatto tutto quello che lui può fare e ha vinto le medaglie che si è meritato, ovviamente nella sua categoria…Non si è mai sentito diverso e nessuno lo ha mai visto diverso…questo è quello che fa l’arte marziale.

La prima volta la mamma lo ha portato così come tutti portano tanti bambini a fare la prova per vedere se gli piaceva questo sport…la mamma mi ha spiegato i problemi di Claudio e quando ci ha detto che poteva avere delle crisi noi abbiamo chiesto come avremmo fatto ad affrontare questa situazione, tranquillamente…lei ci ha spiegato quello che loro fanno per farlo calmare e noi abbiamo detto che avremmo cercato di fare così sperando che con noi succedesse, nulla di più…ha iniziato così l’attività, come gli altri bambini, normalmente…

Guarda anche: Il bullo, la scuola, la famiglia – La storia di Claudio – Parte 2 

L’integrazione

Il Karate serve nelle crescita, serve a tante cose, serve nella scuola, serve nello studio, serve perché aiuta nella concentrazione, aiuta a vivere in un certo modo, aiuta nell’educazione

Mi sono preso Claudio vicino e ho spiegato ai ragazzi che Claudio aveva un problema, che era leggermente differente dagli altri perché aveva una patologia, un problema anche fisico…non dovevano guardarlo come se fosse differente. Ognuno è fatto come è fatto, ho cercato di spiegare ai bambini perché avendo bambini dai 5/6 anni in su è difficile spiegarlo a tutti e a tutte le età, quindi ho cercato un linguaggio il più elementare possibile per far capire a tutti quanti che ognuno di noi è differente, che non ci si deve meravigliare e che non bisogna essere curiosi delle differenze…I bambini hanno ricevuto tutti quanti, penso nella maniera corretta e oggi giocano tutti insieme…e vederli insieme praticare karate non si notano differenze tra di loro…nessuno nota la differenza dell’altro…

Il karate

Chi pratica il karate per forza deve essere una persona rispettosa, impara il rispetto, impara l’educazione…quindi nella mia classe di karate non noto persone ne maleducate né irrispettose, noto dei bambini che si comportano da bambini ma che poi sanno che quando entrano lì si devono comportare in un certo modo, devono seguire delle regole, quelle che gli vengono insegnate e lo fanno automaticamente, senza troppo sforzo, è più difficile per le persone grandi che per i bambini paradossalmente…

I miei figli sono i primi che se si comportano male vengono messi in punizione perché devono dare comunque il buon esempio perché poi sono delle cinture superiori, perché i ragazzi lì non sono Antonio, Filippo, Claudio, Dario, Diego…sono delle cinture, vengono identificati con delle cinture. Al di là della persona, hanno un determinato grado e si devono comportare chiaramente per il grado che hanno, quindi se sei una cintura superiore hai una responsabilità superiore, devi dimostrare agli altri, devi essere d’esempio, non ti puoi permettere di comportarti in modo che gli altri possano capire che si possono comportare male anche loro, devi dare il buon esempio.

La gioia di vivere

Claudio è innanzi tutto un bambino…un bambino come tanti…parlando di Claudio mi emoziono perché Claudio è un bambino come tutti gli altri, perché non faccio distinzione tra i bambini, mi ha dato comunque soddisfazione…ma è una sfida che io ho accettato soprattutto con me stesso…e lo porto avanti nell’insegnamento perché vedo che come tutti i bambini, perché non lo vedo diverso dagli altri, lui può dare…perché ognuno da quello che ha, con le proprie attitudini, con il proprio essere…

Claudio è un bambino molto bello…tu lo vedi…con quegli occhioni neri…è molto buono ed è allegro…è felice, è felice così, è felice di tutto…felice di essere al mondo…è attraente, è un bambino che ti coinvolge…un bambino che quando ti guarda e ti dice Maestra…lo sai che tu sei carina?…ti viene da piangere…

La gioia di vivere…Claudio lo vedo che è un bambino che ha veramente la gioia di vivere…è sempre sorridente, ogni giorno che viene nel dogio…la palestra…lui sorride, appena entra lui sorride, lo guardo, lo saluto e lui sorride…è la gioia di vivere…

Il karate è amore, è amore verso gli altri…come no! Tramite il karate tu puoi aiutare anche altre persone in tantissime cose così come aiuti i bambini, li aiuti a crescere, ad imparare, a dare amore anche agli altri…e questo è il caso di Claudio che in palestra è un bambino come gli altri…lui da amore e gli altri gli danno amore quando lo guardano e lo vedono uguale a loro, quando giocano e lo scelgono per primo…

Il Maestro

Il Maestro di karate è Maestro perché ha imparato un’arte ed oggi è in grado anche lui di insegnare…per questo diventa Maestro…soprattutto un insegnante deve essere anche un educatore, prendere gli allievi un po’ come figli, senza ad andare ad interferire con i genitori…

Il mio Maestro diceva una cosa particolare…il Maestro deve aprire la porta…ma sei tu che devi entrare…