Riformare l’indennità di accompagnamento disabili è ormai una priorità. Solo il 25% delle indennità infatti riguarda le persone disabili, mentre il 75% è relativa agli anziani. Nel 2050 è oltretutto previsto il raddoppio della popolazione degli ottantenni.
Al 6° Forum Risk Management sulla sanità che si è tenuto ad Arezzo, organizzato dalla società Gutenberg in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, Augusto Battaglia, già deputato del PD, partito democratico, ed esperto di politiche sociali lancia la sua proposta di riforma dell’indennità di accompagnamento.

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DISABILI: UNA PROPOSTA INNOVATIVA E NECESSARIA
“E’ una proposta di riforma innovativa e necessaria – afferma Augusto Battaglia – perchè sono anni che si parla di non autosufficienza, di fondo per la non autosufficienza…mentre noi parliamo la non autosufficienza è diventata la prima causa di impoverimento delle famiglie italiane dopo la perdita del lavoro. Quando in una famiglia c’è un anziano alettato o una persona con disabilità grave e la famiglia entra inn gravissima difficoltà, spesso precipita in condizioni drammatiche”.

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DISABILI: L’ORA DELLE SCELTE
“E’ l’ora delle scelte, siamo rimasti l’ultimo paese d’Europa ad affrontare questo tema – sottolinea Augusto Battaglia – la Germania l’ha fatto dieci anni fa con un assicurazione obbligatoria pubblica, la Francia con una tassa di scopo, recentemente la Spagna…e noi siamo fermi al 1980, legge 18, quindi 31 anni fa, una legge 18 sull’indennità di accompagnamento che era stata pensata per un numero molto più ristretto di persone con disabilità…ma oggi il problema vero è la non autosufficientza nella terza età, quando noi andiamo a vedere i dati sull’indennità di accompagnamento i maggiori fruitori sono gli ultra sessantacinquenni, perchè si vive di più e naturalmente gli ultimi anni della nostra vita si accompagnano con malattie croniche e degenerative che portano alla non autosufficienza”.

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DISABILI: DISTINGUERE LA DISABILITA’ DALL’ANZIANITA’
“Credo che si debba andare verso un sistema a tre livelli in base alla gravità della disabilità e della non autosufficienza – prosegue Augusto Battaglia – e penso che mentre per le persone con disabiltà, perchè la disabilità cade in una famiglia che la trascina avanti per tutta la vita, con tante rinunce, con tante difficoltà, con tanti costi…quindi l’indennità e gli emolumenti per la non autosufficienza per la disabilità devono essere a carico dello stato, mentre invece quando parliamo di non autosufficienza in terza età sappiamo che ciascuno di noi… io ho avuto una vita lavorativa normale…fra qualche anno avrò bisogno di un’assistenza, ma ho avuto tutta una vita per prepararmi, allora io credo che bisogna andare verso una contribuzione pubblica obbligatoria con una piccola aliquota che, naturalmente, per non aggravare il costo del lavoro può essere anche affrontata per le imprese con delle detrazioni di tipo fiscale e per i lavoratori, per non aggravare il costo del lavoro rinunciando, per un loro diritto, ad un giorno di ferie. In Germania i lavoratori tedeschi hanno rinunciato a due giorni di ferie”.

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DISABILI: CONFRONTO TRA LE PARTI SOCIALI
“Naturalmente non sono io che posso decidere queste cose – spiega Augusto Battaglia – credo che debba essere oggetto di confronto con le parti sociali, un confronto che deve essere finalizzato a trovare una soluzione per un problema che non si può più affrontare con delle chiacchere o con delle proposte generiche come l’indennità sussidiaria del precedente governo e richiami generici al volontariato. Questo è un diritto all’assistenza che va garantito dallo Stato nei livelli essenziali di assistenza sociale e naturalmente richiede delle risorse che in parte sono statali ed in parte possono venire dalla contribuzione di tutte le categorie del mondo del lavoro. Sarebbe un grande passo di civiltà che ci porterebbe in Europa”.

INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO DISABILI: UN’OPERAZIONE ECONOMICAMENTE COMPATIBILE
“Un’operazione di questo genere è anche economicamente compatibile rispetto alla situazione attuale – conclude Augusto Battaglia – voglio ricordare, abbiamo avuto un drastico taglio dei fondi per le politiche sociali e c’è in discussione alla Camera un disegno di legge che ne vorrebbe tagliare altri venti di miliardi alla spesa sociale. Questo è inaccettabile e noi chiediamo che il governo ritiri il disegno di legge del precedente governo – non l’attribuiamo al governo Monti – e che possa affrontare il problema avviandosi su una nuova strada, quella del rafforzamento, dello sviluppo e della modernizzazione dello stato sociale, non quello della distruzione… Sono ottimista, quando diciamo che la realtà preme, bisogna trovare il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo e affrontare i problemi”.
Che ne pensate?











