I ragazzi del ’75: Manuel Tartaglia e Giuseppe Franchina

Gli anni ’70 sono anni di libertà, di trasgressione e di lotte politiche. Con le contestazioni di piazza esplode anche la creatività e in particolar modo, il fenomeno delle radio libere che per molti giovani rappresenta uno dei pochi modi per riuscire a comunicare le proprie idee al mondo. In pochi anni le nuove emittenti si impongono per la qualità delle trasmissioni e soprattutto come un’incredibile fabbrica di idee. Una passione che ancora oggi coinvolge tante persone, convinte che, attraverso la comunicazione si possa contribuire a creare integrazione sociale e ad abbattere le barriere culturali della nostra società.

Questa è la storia di due ragazzi del ’75, redattori e conduttori di un’emittente impegnata ad approfondire le tematiche del mondo della disabilità: Giuseppe Franchina e Manuel Tartaglia.

Giuseppe Franchina

Giuseppe FranchinaGiuseppe, tu sei un siciliano verace, come hai vissuto nel coso degli anni e, soprattutto, la tua adolescenza e l’infanzia in una realtà molto piccola come quella di Termini Imerese?

“Termini Imerese non è una realtà tanto piccola, parliamo di una cittadina di circa 27/28.000 abitanti, è una realtà industriale dove c’era la Fiat, per quanto fosse molto frequentata c’era una realtà un pò di altri tempi. La mia adolescenza è stata abbastanza normale – racconta Giuseppe Franchina – anche grazie ai miei genitori che mi hanno concesso molto libertà, in alcuni casi anche troppa, e per fortuna le mie compagnie erano fatte di bravi ragazzi che non mi hanno portato su cattive strade”.

“La fase successiva, con la mancanza dei  miei genitori, dopo che sono morti, è stata veramente complessa, perchè mi sono ritrovato da solo e con delle amicizie che poi ho scoperto essere poco amicizie e quindi ho dovuto cercare una mia dimensione, cercando un badante, non mi piace ma esplicativa di quello che ho trovato, costruendomi la mia realtà e pian piano, allontanandomi dalla Sicilia che comunque non dà grandi possibilità..questo è vero…”

L’Università

Tu hai studiato fisica…che ricordi hai di questa esperienza?

“Ho un ricordo straordinario – prosegue Giuseppe Franchina – la cosa che ricordo sempre con piacere sono i primi giorni, quando dei colleghi del terzo e secondo anno, senza dire una parola, sono venuti a prendermi le misure del banco perchè per me era troppo alto…due giorni dopo avevo il banco della mia misura…alla faccia di chi dice che i fisici sono dei cinici asettici. Invece sono stato accolto molto bene! E’ vero che è una grande città Palermo, magari abituata alla diversità di ogni genere…i miei ricordi della facoltà sono veramente belli, stancanti, molto molto belli…”

Lo sport e la radio

“E’ stato grazie ad una mia amica che già giocava nei Thunder Roma…dai perchè non vieni?…Ho provato…ora ho abbandonato perchè le mie forze non me lo consentono più, però sono stati quattro anni molto belli, molto appassionati, in compagnia di questi ragazzi straordinari che, nonostante la fatica che fanno fisicamente, tengono duro, stringono i denti…non per niente hanno avuto grandi risultati…”

“La radio – continua Giuseppe Franchina – è stata una piacevole scoperta…nel 2012 abbiamo avuto questo corso tenuto da Giorgio DeClesia, che ai tempi era speaker di Dimensione Suono Roma per immetterci in questo mondo e poi sono rimasto lì con grande piacere, sollecitato dai suoi complimenti…sapevo già di avere una dialettica abbastanza spigliata, ma lui mi ha spronato a continuare perchè diceva io ti vedo bene dietro un microfono. Siamo andati avanti con piacere e con risultati importanti…”

Angeli senza sesso

Una domanda un pò piccante, vorrei che tu ci parlassi delle tue esperienze sentimentali…

“Da ragazzo non tanto – confessa Giuseppe Franchina – perchè la società ahimè, si sa, è quello che è…il pensiero un pò gretto, un pò tirato, verso quella che è la diversità ed in particolare la disabilità. Noi siamo un pò degli eunuchi sociali, degli angeli, non abbiamo sesso, ne niente…quindi incontrare persone che vadano oltre tutto questo non è da tutti i giorni. le mie esperienze sono positive, assolutamente…non sono tante, per quello che ti dicevo, però ho trovato delle donne che sono andate oltre la mia disabilità, amando almeno ai tempi, in quel contesto, la persona e non il disabile. L’ho vissute serenamente, mi hanno dato un carico positivo come persona e come uomo, di cui ho fatto tesoro, e che mi hanno sicuramente aiutato a sbocciare anche come uomo”.

Manuel Tartaglia

Manuel TartagliaSei di origine colombiana da parte di mamma, anche se sembri un pò orientale, sei un appassionato di arti grafiche e visive e fin da giovanissimo sei entrato alla Uildm Lazio. Quanto ha inciso la tua disabilità nel tuo percorso lavorativo?

“Forse molto poco – spiega Manuel Tartaglia –  perchè in realtà io mi trovo a fare quello che avrei comunque voluto fare…mi piace l’arte e l’informatica, quindi ho trovato un mestiere che unisse le due cose, ovvero la computergrafica, poi l’ho allargata ad altri rami della comunicazione. Oggi la comunicazione è il mio lavoro e credo che se non fossi stato una persona con disabilità avrei fatto le stesse cose, quindi mi sento di dire che non ha influito granchè…”

Le radio libere

Siamo nel 2015 e quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario delle radio libere….cos’è che accomuna l’attività lavorativa di un giovane presso una radio di allora e la tua attività di oggi?

“Ci sono molte cose in comune – sottolinea Manuel Tartaglioa – perchè la nostra non è una di quelle FM grandi, famose e commerciali. Noi siamo una web radio che non dispone di una grande frequenza ed è una webradio di settore perchè noi parliamo di sociale. Questo ci accomuna alle prime radio libere che disponevano di frequenze molto limitate, magari da quartiere a quartiere non si sentivano più, e facevano trasmissioni e programmi molto legati alla libertà, alla libertà di espressione, all’informazione, un pò quello che facciamo noi, temi che alla radio commerciali interessano poco perchè poco popolari…”

Radio Finestra Aperta…

“Il Granello di sale – afferma Manuel Tartaglia – è uno dei tanti appuntamenti…siamo molto cresciuti in tre anni…all’inizio avevamo una, poi tre trasmissioni, adesso siamo arrivati a ben 10! Tra queste il Granello di Sale è l’appuntamento del mercoledì ed è un talk show, un pò quello che stiamo facendo noi adesso, in versione radiofonica…il conduttore è Peppe che prepara le scalette…spesso siamo insieme ma la responsabilità della trasmissione è la sua, quali sono i criteri con cui si scelgono i temi?”

“Soprattutto amo scegliere tematiche più inerenti al sociale – ribatte Giuseppe Franchina – non soltanto la disabilità, amo allargarmi, non rimanere fermo sulla disabilità, e qualcosa che ci aiuti anche a dialogare, ad essere un pò puntigliosi, a raccontare quello che non va, essere un pò polemici, e se abbiamo un ospite, come voi siete stati nostri graditi ospiti, dedichiamo la puntata loro per semplice ospitalità e per il piacere di averli con noi”.

Il Granello di Sale

4 Aprile 1975, viene fondata la Microsoft, nel futuro vedo un computer in ogni scrivania e uno in ogni casa…così il giovane Bill Gates immaginava il domani mentre dava vita alla sua gallina dalle uova d’oro…come definireste voi la vostra creatura il Granello di Sale?

“Intanto va detto che nello stesso anno nascevamo entrambi – esclama Manuel Tartaglia –  Un anno miracoloso, qualcosa che ci lega (l’anno della creatività e dell’intervista)…”

“Il Granello di Sale io lo vedo come un programma molto interessante – afferma Giuseppe Franchina –  non perchè siamo noi a condurlo, non amo dire che sono solo io a condurlo, l’appoggio di Manuel è indispensabile altrimenti verrebbe fuori un monologo, non perchè io ci sia portato, anzi sono piuttosto prolisso, però annoieremmo l’ascoltatore e non va bene. Con un pò di presunzione lo definisco un programma di punta di Radio Finestra Aperta perchè per quanto i nostri colleghi siano bravissimi a far ridere, a dare istruzioni sull’accessibilità quello che veramente è il talk show, dove non c’è retorica, ma pura volontà di comunicare, interpretando e ricevendo anche delle critiche, è il Granello di Sale, e il nostro bambino, come lo hai definito tu, è veramente venuto su bene!”

“E’ comunque un pezzo importantissimo della nostra programmazione – conclude Manuel Tartaglia – ugualmente importante come tante altre trasmissioni che abbiamo…ma il bello della nostra Radio è che il tema è il sociale, ma lo affrontiamo da vari punti di vista, quello leggero e divertente, quello informativo e quello della trasmissione di cui stiamo parlando del commento e dell’approfondimento. E’ un pezzo di un puzzle molto più ampio in cui tutti i pezzi sono importanti…