Giusy Versace, La Gioia Di Correre

Ai campionati italiani di atletica leggera, organizzati dalla FISPES, che si sono svolti a Padova lo scorso luglio Ability Channel ha incontrato Giusy Versace, campionessa con amputazione bilaterale agli arti inferiori. Con i risultati ottenuti fin qui Giusy spera di avere tutte le carte in regola per andare alle Paralimpiadi di Londra 2012.

giusy versace

“Corro da un anno, ho fatto grandi progressi e di recente in una gara a Valencia ho fatto il minimo per poter accedere alle qualifiche di Londra e speriamo di poterlo riconfermare…chi lo sà…ne riparliamo tra un anno” esordisce Giusy Versace.

Giusy Versace: La Corsa Come Scommessa

“Ho cominciato lo scorso anno a Febbraio, nel 2010, è stata una scommessa, un caso, ho voluto solo provare a correre per la gioia di correre in se e non per provare a gareggiare…poi mi hanno detto che ero la prima donna in Italia che correva senza due gambe e mi hanno incoraggiato a fare delle gare, mi sono tesserata con una società calabrese perchè volevo comunque rappresentare la mia terra….è nato tutto così per gioco, è stata una scommessa per dare uno schiaffo morale a tutti quelli che mi dicevano che sarei caduta…poi corri oggi…corri domani ci ho preso gusto e i miglioramenti ci sono stati e devo quindi ringraziare il mio allenatore, Andrea Giannini, che con pazienza mi è stato dietro…

giusy versace

Andrea Giannini, L’Allenatore Di Giusy

“Consideriamo che io e Giusy sono pochi mesi che abbiamo cominciato ad allenarci bene perchè fino a poco tempo fa non aveva delle protesi adatte per correre in pista, le abbiamo trovate grazie alla Ossur e questo ci ha dato una spinta incredibile. Adesso lavoriamo dalle 3 alle 4 volte a settimana compatibilmente con gli impegni di lavoro di Giusy, almeno due volte in pista dove facciamo tanti esercizi di tecnica di corsa per migliorare l’assetto in partenza e l’assetto sul lanciato, poi facciamo tanti altri esercizi di potenziamento e soprattutto di resistenza alla velocità”.

giusy versace

Giusy sta seguendo un’alimentazione corretta ed equilibrata, non una dieta particolare, e questo l’aiuta nei suoi allenamenti e nelle sue gare. “Quest’anno c’eravamo posti come obiettivo quello di arrivare a 16 secondi e siamo arrivati a 15 e 90, puoi immaginare la soddisfazione che stiamo provando – prosegue Andrea Giannini. Dalle Paralimpiadi ci separa solo la burocrazia e spero proprio di poter vivere accanto a lei quest’esperienza. Può scendere tranquillamente sotto i 15 secondi e ben figurare in una finale olimpica. Poi chissà…se lei vorrà potremo sperimentare qualche altra specialità dell’atletica leggera”.

Giusy Versace: Imparare Ad Usare Le Protesi

“I sacrifici sono tanti anche perchè non faccio l’atleta di professione, non mi pagano, mi alleno quando posso, devi sacrificare tante cose, prima mi allenavo la sera un’ora tre volte a settimana; adesso ho avuto la possibilità di mettere da parte di più il lavoro e mi sto dedicando di più agli allenamenti e per chi vuole raggiungere degli obiettivi così importanti come Londra di lavoro c’è ne tanto e per chi porta delle protesi deve gareggiare ed allenarsi tanto proprio per prendere confidenza con queste protesi, non è semplice, sono sempre un corpo estraneo…devi imparare ad usarle, a gestire la spinta che ti danno sotto i piedi…”

Giusy Versace

“Ho delle protesi che uso per camminare, ma non sono in grado di correre con queste…per gareggiare ho delle protesi apposta, sono anche delle protesi costose…non ho fatto nulla di eccezionale, tutti possono farcela, ho semplicemente voluto un obiettivo che mi ero prefissata, mi sto divertendo, mi piace quello che faccio, ma chiaramente senza protesi da corsa non l’avrei potuto fare e purtroppo questi ausili non sempre sono accessibili, alla portata di tutti, perchè la Asl non li passa…” conclude Giusy.

Giusy Versace è presidente di un’associazione no profit che si chiama Disabili No Limits e ha lo scopo di raccogliere fondi per donare ausili tecnologicamente avanzati a chi non se li può permettere.

giusy versace

Giusy Versace: Vedere La Disabilità

Prima dell’incidente Giusy la disabilità non la vedeva come non la vede nessuno perchè “finchè non ti tocca direttamente o indirettamente è come se si parlasse di un mondo a se, non ci si interessa, è come a quello a cui non piace il calcio non si interessa di calcio…se incontra Totti per strada non sa chi è Totti…purtroppo io ammetto di aver fatto questo grande errore, non me ne interessavo”.

“Oggi – prosegue Giusy – mi è capitato questo incidente e grazie a questo ho imparato a scoprire delle qualità che non pensavo di avere e poi mi sono avvicinata al volontariato e ho capito quanto è bello far sorridre la gente…A volte si fa l’errore di guardare ai disabili come gente triste…poverino…è disabile…certo è una tragedia, vivere con degli handicap fisici non è semplice, però se ti guardi attorno, anche oggi, hai visto gente che si è pianto addosso? Gente che si è vergognata? Oggi si respirava un’aria di vita, di speranza, di sorriso, che tu vinca o che tu perda è bello anche stare insieme”.

Giusy Versace: Il Lavoro

“Io lavoro ancora nella moda, però mi sono dovuta andare a riprendere la scrivania a gomitate; ho avuto l’incidente mentre ero in giro per lavoro; al mio rientro dopo un anno e mezzo non ho più trovato la mia scrivania e il mio computer. Mi trattavano come l’handiccappata, come un’invalida…sembrava che oltre alle gambe io avessi perso anche la testa e questa cosa non mi ha certamente aiutata, questa è l’ultima delle cose che si dovrebbero fare…”

Giusy Versace: Grazie A Lui…

“Prima dell’incidente avevo un fidanzato che ora non ho più, oggi ne ho uno che mi adora e che io adoro…ed è anche merito suo se oggi corro perchè quando tutti cercavano di scoraggiarmi dicendo che non ce la potevo fare, lui è stato il primo a incoraggiarmi a dirmi vai, corri, provaci…se caschi qual’è il problema, ci facciamo una risata…se oggi io vinco, se taglio il traguardo, se sono qui lo devo anche a lui…”