EQUITAZIONE PARALIMPICA: GLI ATTACCHI

Una delle discipline che vengono praticate nell’equitazione paralimpica è quella degli attacchi. Siamo andati ai campionati italiani che si sono svolti a Verona, organizzati dalla FISE, per conoscere più da vicino questo sport. Ce ne parlano due atleti Giulio Tronca e Davide Venanzoni.

equitazione paralimpica

Equitazione Paralimpica E Gli Attacchi: I Benefici Riabilitativi

“L’attività che svolgiamo – spiega Giulio Tronca – è quella di guida delle carrozze con cavallo attaccato. E’ una attività che ha due aspetti: un’aspetto di riabilitazione per il rafforzamento delle spalle e della schiena e del controllo dell’assetto del driver con disabilità che può essere di vario livello, e un aspetto di tipo agonistico, nel senso che ci sono varie categorie fatte per noi, in cui misuriamo la nostra capacità di svolgere effetivamente l’attività agonistica”.

Equitazione Paralimpica E Gli Attacchi: L’Attività Agonistica

“L’attività agonistica – continua Giulio Tronca – degli attacchi è di tre livelli: dressage, che sono delle figure di dressage fatto in un normale campo di dressage ma fatte con una carrozza; una prova di coni, quindi una prova di abilità nel passaggio in porte delimitate da dei coni con una pallina, che se la rovesci hai una penalità; e una prova di maratona in campagna”.

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Equitazione Paralimpica E Gli Attacchi: La Carrozza

“Io uso un tiro singolo – afferma Davide Venanzoni – le carrozze sono delle carrozze normali con degli accorgimenti differenti in confronto ai normodotati. Abbiamo una roll bar, anti ribaltamento, abbiamo un freno a leva. La carrozza che ho io l’ho presa da un venditore che l’ha importata direttamente già con le modifiche fatte, mentre Giulio Tronca se l’è fatta direttamente da solo con le varie modifiche da apportare che gli sono state dette dalla Federazione”.

“Anche io ho comprato una carrozza standard – sottolinea Giulio Tronca – poi la parte superiore dei sedili, di roll bar e la parte di frenatura l’ho progettato e costruito con i miei amici. Ci sono anche delle carrozze specifiche per salire da dietro con dei pianali in cui blocchi la carrozzina sopra e possono essere utilizzate proprio per l’attività riabilitativa da tutti quelli che sono in carrozzina”.

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Equitazione Paralimpica E Gli Attacchi: Disabilità E Brevetti

“Questa attività riabilitativa in Italia è molto poco praticata – dice Giulio Tronca – mentre nei paesi del nord è molto praticata perchè con poche strutture molte persone che altrimenti sarebbero escluse possono fare attività con i cavalli, con una grossa azione di rafforzamento della parte superiore del corpo”.

“La mia disabilità è una disabilità da spina bifida – continua Davide Venanzoni – per fare questa attività bisogna passare una visita di classificazione tramite dei tecnici, dei dottori e fisioterapisti…”

“In Italia attualmente ci sono una decina di atleti a vari livelli – prosegue Giulio Tronca. Io ho vinto l’ultima coppa nazionale. Ho un brevetto superiore…negli attacchi ci sono quattro livelli di categorie: brevetto, brevetto qualificato, primo livello e secondo livello che è il massimo. Io ho la patente per il brevetto qualificato, sono il primo ad averlo in Italia come disabile. Queste categorie stabiliscono il livello di disabilità, che non necessariamente deve essere lo stesso tipo di disabilità…”

“Le ambizioni sono tante – spiega Davide Venanzoni – intanto il prossimo anno vorrei passare e prendere un brevetto qualificato per arrivare a confrontarmo con Tronca, disputare il campionato italiano e provare a raggiungere il mondiale e le paralimpiadi”.

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Equitazione Paralimpica E Gli Attacchi: Sport a 360°

“Davide è il fondatore, lui è il primo. Io ho cominciato due anni fa, anche se prima del mio incidente avevo fatto venti anni di equitazione. Ho iniziato dopo un anno e mezzo che ero in carrozzina ho cominciato questa attività aiutato da Carlo Mascaroni, il padre di questa disciplina in Italia e mi sono veramente appassionato ed impegnato, e adesso sto cercando di migliorarmi costantemente e continuamente. Ho fatto un passaggio importante ultimamente: ho un cavallo nuovo, più giovane, da cinque mesi sto allenadolo e preparandolo… I problemi che abbiamo sono giganteschi – conclude Giulio Tronca – perchè è una disciplina che comporta lo spostamento della carrozza, del cavallo, ci vogliono delle persone che ci aiutano, come quelle che stanno ora preparando la carrozza con l’attacco e che ci stanno sempre vicine… è un lavoro molto complesso però anche molto gratificante perchè ti permette di fare attività sportiva a 360 gradi”.