Celiaci si nasce – Precauzioni e rischi

Ti è mai capitato al supermercato di acquistare una confezione di pasta o di biscotti con una spiga di grano sbarrata? Sai cosa vuol dire? Vuol dire che quell’alimento è privo di glutine, cioè è adatto ad una persona celiaca. Ma che cosa è la celiachia?

Te ne parla la Dott.ssa biologa e nutrizionista Arianna Parisio

Celiachia, un’intolleranza genetica

La celiachia è un’intolleranza al glutine permanente e geneticamente determinata. Significa che nel nostro DNA è scritto che i nostri enzimi digestivi non digeriscono completamente la gliadina, la proteina contenuta in alcuni cereali come il farro, l’orzo e l’avena. Immagina la proteina che ingeriamo, la gliadina, come una collana di perle: gli enzimi dell’intestino tagliano il filo tra una perla e l’altra rompendo completamente la collana nelle sue singole perline. Nei pazienti celiaci questo non avviene: rimangono dei frammenti più lunghi, di 33 perline, che passano la barriera dell’intestino e scatenano una reazione immunitaria.

L’insorgenza della malattia

I sintomi della celiachia sono variabilissimi: dipendono dall’età di insorgenza della malattia, dall’età in cui viene diagnosticata, dal tratto di mucosa intestinale interessato. Si va dalla diarrea, ad anemie, per mancanza di ferro, di folati, di vitamina B12, carenza di vitamine, mancato accrescimento dei bambini, forte dimagrimento negli adulti. Ci possono poi essere purtroppo sintomi molto più gravi dovuti all’infiammazione cronica che si genera nell’organismo che possono portare anche a linfomi dell’esofago e dell’intestino.

Quando introdurre il glutine nei bambini

E’ difficile la diagnosi così precoce nei bambini perché l’infiammazione cronica all’inizio è bassa, il tratto di mucosa intestinale è piccolo, il sintomo può insorgere tardivamente. Il sintomo più grave è il mancato accrescimento del bambino; il sintomo più lieve che si può avere quasi da subito è la diarrea. E’ importante ritardare il più possibile l’introduzione di glutine nella dieta: di solito viene introdotto a 6 mesi ma io preferisco introdurlo a 12 perché questo può ridurre il rischio di insorgenza della malattia nei bambini con un’alta probabilità genetica o con alto rischio genetico di svilupparla.

I rischi per un celiaco

A quali rischi va incontro un celiaco? Se segue la dieta nessuno…se non la segue i rischi sono numerosi e di varia entità: si può andare dalla semplice diarrea e gonfiore addominale a patologie serie e gravi come il linfoma dell’esofago e dell’intestino causato dall’infiammazione cronica.

Le malattie associate alla celiachia

Quali sono le malattie più frequenti associate alla celiachia? Le malattie più frequenti possono essere il diabete di tipo 1 oppure malattie neurologiche come l’epilessia, la sindrome di down, tiroiditi auto-immuni, sono numerose e svariate le malattie che possono dipendere da un problema di auto immunità.

La dieta

La dieta senza glutine è l’unica terapia al momento conosciuta per la celiachia. La dieta senza glutine, la dieta Gluten Free, determina la regressione del sintomo, la regressione dell’infiammazione, la guarigione della mucosa intestinale e risolve quindi la sintomatologia della malattia. Non esiste la possibile reintroduzione del glutine nella dieta del celiaco, non è non mangiando glutine per un periodo di tempo più o meno lungo, quindi con la regressione della sintomatologia dell’infiammazione della mucosa, che si guarisce dalla malattia.

Esistono adesso paste senza glutine, esistono poi degli alimenti che sono naturalmente privi di glutine, come ad esempio il riso e il mais, quindi i celiaci possono mangiare un bel risotto o la polenta, avere una dieta normalmente variata e bilanciata introducendo normalmente i cereali. Esistono poi una serie di alimenti che si trovano al supermercato che sono privi di glutine. L’importante è verificare sempre sulla confezione dell’alimento privo di glutine che si acquista il simbolo della spiga sbarrata che indica proprio che quell’alimento sia Gluten Free. E’ un alimento con caratteristiche che rispettano la normativa per essere mangiato dai celiaci.

Le precauzioni in cucina

Chi cucina nella mensa scolastica o nel ristorante deve usare delle determinate precauzioni, bisogna sapere bene come devono essere conservati e cotti i cibi perché anche il semplice contatto dell’alimento privo di glutine con la padella o la pentola dove è sta cotta la pasta contenente glutine può invece scatenare il sintomo e determinare un problema.

Una malattia riconosciuta

La celiachia è una malattia riconosciuta dal Ministero della Salute, l’unica terapia per la celiachia consiste nella dieta Gluten Free, quindi queste persone hanno diritto a dei rimborsi da parte del Ministero della Salute per l’acquisto dei prodotti privi di glutine, come se fossero dei farmaci. Esistono però purtroppo delle persone che sono sensibili al glutine ma non sono celiache e che non hanno diritto agli stessi rimborsi.

E’ importante ricordare che il glutine non fa ne ingrassare né dimagrire. Se non sei celiaco o sensibile al glutine puoi mangiare tranquillamente gli alimenti che lo contengono senza nessuna conseguenza o particolare beneficio.

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