Dott. Daniele Bottai – Cellule staminali e movimento

Il Dottor Daniele Bottai, ricercatore universitario presso l’Ospedale San Paolo di Milano, in occasione del XV Congresso ASAMSI è intervenuto parlando in particolare delle cellule staminali neurali e dell’importanza che riveste l’attività fisica nel particolare di alcune patologie.

Quanto è importante il movimento

Bisogna partire dall’antica Grecia, quando il popolo greco già diceva “mens sana in corpore sano“, che significa che se uno fa attività motoria non è che sia più intelligente ma sicuramente ha una mente più attiva. Questo è un po’ quello che noi volevamo verificare ma in senso opposto, ovvero se l’assenza di movimento poteva indurre delle alterazioni in aspetti importanti del nostro sistema nervoso centrale come la neurogenesi.

L’assenza di movimento è una caratteristica comune a molte patologie come la SMA, la SLA, la Sclerosi Multipla, ma anche la lesione spinale. Il movimento è sicuramente un aspetto molto importante, ed è per questo che abbiamo voluto verificare se la sua assenza sia in grado di esacerbare una patologia già presente.

I risultati dell’esperimento con i topi

Per il momento abbiamo studiato solo la zona sotto-ventricolare ed abbiamo visto che in questa zona ci sono alterazioni della neurogenesi quando il topo viene messo in condizione di muoversi di meno rispetto al topo cosiddetto di controllo (che non viene sottoposto all’esperimento). Queste alterazioni si rispecchiano in una minore capacità di dividersi delle cellule staminali neurali, una minore capacità di differenziare i neuroni oligodendrociti e astrociti e un minor metabolismo delle cellule. Quest’ultimo è un aspetto molto importante perché il metabolismo, cioè la capacità di produrre energia da parte delle cellule, è importante perché può far sì che la cellula sia più attiva, quindi se è meno attiva ovviamente interagisce meno con quelle che le sono accanto.

Quindi ritengo che far sì che un paziente, anche in maniera passiva, si muova, apporti dei benefici. Poi ovviamente ogni caso è a sé: ci sono pazienti che anche attraverso la stimolazione passiva hanno dolore, e quindi magari in quei casi è meno accettato, ma in altre situazioni sicuramente sì.

E’ importante quindi non stressare il muscolo, ma tenerlo allenato continuamente magari attraverso attività sportive che non abbiano un impatto forte come il nuoto.