Il bacio e la medaglia – Roberto La Barbera

Roberto La Barbera, campione paralimpico di  salto in lungo è il terzo protagonista delle storie di “A World of Athletics” la campagna ideata per promuovere i prossimi campionati europei di atletica paralimpica di Grosseto 2016.

Le protesi e il lungo

“Il fatto che adesso sia uscito un Rehm Markus che fa 8.40 e che potrebbe vincere le medaglie con i normodotati – sottolinea Roberto La Barbera – questo non vuol dire che la protesi porta un vantaggio. La protesi come la porta lui la portano altri trecento atleti in tutto il mondo ma 250 di questi non arrivano a cinque metri e mezzo…non è che metti la protesi e fai…lui è un grande atleta, un grande saltatore. Mi piacerebbe una sfida con lui in questo senso: fargli promettere che a 48 anni prova a fare 6.50/7mt come sto facendo io adesso…”

L’allenamento di Roberto La Barbera

“Nell’allenamento di queste cinque, sei ore ci sono un paio d’ore di lavoro in palestra molo massacrante, poi un lavoro in pista per cercare di sciogliere il lavoro di forza epoi comincia il lavoro di pista massacrante, ripetute su ripetute per cercare di andar forte lo stesso dopo aver stressato i muscoli in palestra…”

Atene 2004

“Quando penso ad Atene – ricorda Roberto La Barbera – penso alla medaglia e alla pelata di Gratton, perchè ormai sono una cosa unica! E ho voglia di baciare ancora questa pelata, non so se agli Europei o a Rio però…scaramanticamente…capelli lunghi come avevo prima di Atene, mi sono fatto male alla mano come prima di Atene, mi taglierò i capelli come ad Atene, Gratton la pelata ce l’ha sempre, i capelli non sono ricresciuti quindi ci sono tutti gli ingredienti per poter realizzare un altro sogno…”

Sette metri

“Sette metri…l’anno scorso è stato l’ìunico anno che non ci ho pensato ed è stato l’anno in cui mi sono più avvicinato; ai campionati a Doha ho fatto 6,36mt regalando più di un metro di pedana e poi gli ultimi tre salti, sotto gli occhi di Sandrino Porru e di tutta la nazionale ho fatto tre fantastici nulli millimetrici tutti oltre i sette metri, però si vede che non era ancora il momento per farlo segnare”.

La mia vita

“Se rinasco – prosegue Roberto La Barbera – vorrei arrivare ad oggi ad avere la stessa famiglia e gli stessi figli… Ballo o atletica… Io ero un ballerino ed ero anche molto forte, però prima di tutto starei attento a non comprarmi una moto, eviterei il primo giugno del 1985 e non mi sognerei di uscire sulla strada per perdere una gamba…e cercherei di metterci quella volontà che ho messo in questi 15 anni, questa voglia, questa rabbia, e allenarmi 5/6 ore al giorno sun dai 14 anni per vedere che cosa sarei in grado di tirar fuori dal mio fisico con due gambe…”

“Piangere in solitudine non vuol dire aver vergogna di piangere, vuol dire non fare soffrire chi ami. Quindi quando sto male non voglio farlo vedere alle persone a cui tengo perchè so che starebbero più male di me. Quindi il significato, pe me, di piangere in solitudine vuol dire essere coraggiosi con se stessi”.

“Ho fatto delle copertine, una l’ho fatta per il mio main sponsor, la Fiat nel 2008 su Vanity Fair, insieme a Montano, Howe, alla Pellegrini…Logicamente io ero il più bello, infatti sono rimasto ancora testimonial Fiat e gli altri no!”

Tutti a Grosseto!

“A Grosseto – conclude Roberto La Barbera – ci sarà tutta la mia famiglia, ci saranno anche i miei genitori, e io voglio arrivare assolutamente a medaglia, voglio con tutto il cuore…so di poterlo fare, non devo sbagliare, quindi se volete vedere una grande gara di salto in lungo dovete per forza venire a Grosseto a vedermi!”