L’ultimo samurai – Francesco Bocciardo

Francesco Bocciardo è gentile, è posato e vista la sua giovane età è sorprendentemente saggio. E’ al primo anno di scuola magistrale in Scienze dell’amministrazione e delle politiche pubbliche, con ottimi voti; durante il tempo libero ascolta musica. Con gli amici gli piace commentare film e hanno quindi aperto un canale YouTube. E’ arrivato al Nuoto paralimpico tramite i campionati italiani giovanili del 2010 ma ha una passione per questo sport fin dall’età di tre anni. E’ un nuotatore determinato, detiene numerosi record italiani e ai mondiali di Glasgow 2015 ha conquistato un oro nella sua specialità, i 400 m stile libero. Ai recenti europei di Funchal in Portogallo ha conquistato un oro e due bronzi.

E’ un grandissimo atleta – sottolinea il CT della Nazionale Riccardo Vernole ha delle potenzialità mostruose, è sicuro di sé ma ancora gli manca un pizzico di tranquillità per distruggere il mondo, è un grandissimo atleta, deve soltanto rendersene conto, non soltanto con i risultati ottenuti visto che è già un campione del mondo, ma ha ancora qualcosa dentro che deve lasciar correre…

Il nuoto e Francesco Bocciardo

“Molti dicono che io sia un lottatore, sinceramente non lo so ma molti dicono così…”

“E’ una domanda molto difficile – confessa Francesco Bocciardo – il nuoto è molte cose, prima di tutto è uno sport che ti da’ una motivazione, è magistra vitae ossia una cosa che ti insegna a vivere. Uno quando va a nuotare non va soltanto a fare attività fisica, impara tutta una serie di valori e di concetti che possono essere importanti nella vita. Non soltanto ti permette di avere una vita migliore, un futuro migliore, non solo significa prevenire alcune malattie ma ti insegna anche che nella vita vuoi avere dei risultati devi essere disposto a lottare, a soffrire, ad essere costante…”

“Solitamente cerco di non pensare a nulla, al massimo mi canticchio delle canzoni che mi piacciono, cerco di concentrarmi e di non pensare al fatto che sono in gara e di andare più forte possibile… La tensione è la paura di non riuscire a fare il risultato atteso. Un po’ di tensione può essere positiva perché ti spinge a dare il massimo, ma troppa tensione può essere dannosa perché ti può bloccare.”

“Organizzammo un campionato giovanile a Genova – racconta Riccardo Vernole  – ricevetti una chiamata dalla mamma di Francesco il giorno prima delle gare: mi chiedeva di poter iscrivere il figlio, Francesco Bocciardo…mi sono seguito il discorso della madre per tutto il tratto dell’Aurelia, da Roma fino a Genova, pensando due cose: o lei era una grandissima rompiscatole oppure il figlio poteva essere veramente un campione! Quando l’ho conosciuto avevo già capito di avere tra le mani un atleta con delle potenzialità enormi.”

L’Inno di Mameli

“La musica è una parte molto importante della mia vita. Quando sono sotto tensione e sotto pressione ascoltare la musica mi da un forte aiuto, mi permette di rilassarmi, di concentrarmi e di ottenere dei risultati migliori. L’inno di Mameli lo canto molto spesso, soprattutto quando vinco la medaglia d’oro, anche se cerco di non cantare troppo forte perché sono molto stonato e tutti mi dicono che quando canto faccio venire da piovere…”

L’ultimo samurai

“Su YouTube abbiamo aperto un canale che si chiama Film Hunters – dichiara Francesco Bocciardo – in cui insieme a due miei amici commentiamo i film. Io, per via dei miei impegni agonistici partecipo raramente, però quando partecipo mi fa molto piacere perché mi permette di rilassarmi, di staccare la mente dagli allenamenti e dall’attività di studio…”

“Il film che mi è piaciuto commentare di più direi che è “L’Ultimo Samurai”, la storia di un soldato che arriva in Giappone per addestrare le truppe invasori e che poi viene ferito e portato in un villaggio dove apprende l’arte dei Samurai e cambia concettualmente. Alla fine questo soldato, che diventa lui stesso un samurai, perde la battaglia ma apprende dei valori che possono essere molto importanti per la vita. Apprende soprattutto il valore più importante, quello che quando una persona muore non è tanto importante come sia morto ma la domanda che bisogna farsi è come è stata la sua vita…”

“Diciamo che non mi sento soltanto un samurai, mi sento molte cose, dipende dalla giornata. A volte mi sento uno studioso, a volte mi sento un nuotatore, a volte mi sento un lottatore…dipende dai momenti…”

“Sono al primo anno di magistrale, sto facendo amministrazione e politiche pubbliche, un indirizzo economico e giuridico. Studiare mi piace molto, mi da molte soddisfazioni e punto a laurearmi in anticipo per immettermi il prima possibile nel mercato del lavoro. Vorrei fare il direttore del personale, però – conclude Francesco Bocciardo – ora è meglio concentrarsi sull’obiettivo di Rio che è quello più importante…