Italia Under 22 WheelChair Basket – Massimiliano Segreto, Mattia Scandolaro, Andrea Molaro

Sono tra i più giovani della Nazionale Under 22 dove hanno esordito agli scorsi Europei di Lignano Sabbiadoro conquistando insieme alla squadra il pass per i Mondiali Under 23 di Toronto che si svolgeranno a giugno 2017.

Cos’è il basket 

Massimiliano Segreto: Dire passione secondo me è limitativo, secondo me è una ragione di vita. Io voglio fare questo nella vita, possiamo dire che sono innamorato di questo sport.

Mattia Scandolaro: Per me il basket è uno sfogo, un gioco con cui mi diverto molto. Ovviamente nelle partite punto a vincere però cerco comunque di avere un buon rapporto con coloro che sono in squadra con me e a farmeli amici anche al di fuori del basket.

Andrea Molaro: Il basket per me è anche un modo per migliorare le mie difficoltà, parlare di più, comunicare meglio con altre persone…

Come hai scoperto il basket

Massimiliano Segreto: Ho scoperto il basket in ospedale perché veniva una persona che si chiama Antonio Bazzi che fa parte dell’Handicap Sport Varese che si occupa di avviamento sportivo nell’ospedale in cui ero ricoverato. Io ero già appassionato di basket, ma conoscendo lui ho avuto la possibilità di iniziare a giocare.

Mattia Scandolaro: Ho conosciuto il basket in occasione di una manifestazione a giugno del 2009 vicino casa mia in cui due squadre facevano una partita dimostrativa (una è l’attuale squadra in cui gioco io e l’altra è il Vicenza). L’allenatore mi ha chiesto se volevo provare a giocare anche io quel giorno e da quel momento non ho più mollato questo sport.

Andrea Molaro: Mi sono avvicinato al basket tramite la mia insegnante di educazione fisica delle medie che conosce quella che è la mia attuale allenatrice. Dopo un paio di prove a scuola ho deciso di andare sul campo a provare e da quel momento è nato il mio amore per il basket.

Hai paura prima di una partita?

Massimiliano Segreto: La paura ti fa rendere peggio, quindi bisogna entrare in campo tranquilli e fare del proprio meglio.

Mattia Scandolaro: Prima di una partita sono molto in ansia e quando dobbiamo fare il riscaldamento è molto probabile che sbaglio molti canestri e che non sono molto concentrato, però magari poi in partita sono più concentrato e determinato.

Andrea Molaro: Prima di una partita mi agito soprattutto se so che sono presenti persone che conosco, comunque in generale sono molto teso e la sento molto la partita.

Cosa fai oltre giocare a basket

Massimiliano Segreto: Vado al liceo infatti quest’anno ho la maturità che non vedo l’ora di togliermi per poter pensare solo al basket.

Mattia Scandolaro: Oltre giocare a basket studio, faccio il terzo superiore.

Andrea Molaro: Studio, sono al quarto anno di liceo. Una volta finito avrò più tempo da dedicare al basket e non solo… 

L’avversario più temibile 

Massimiliano Segreto: Forse l’avversario più temibile è rappresentato da noi stessi.

Mattia Scandolaro: L’avversario più temibile credo sia colui che riesce a mettermi molta pressione anche se (non per vantarmi) questo è molto difficile perché sono molto determinato in quello che faccio e voglio sempre arrivare al punto.

Andrea Molaro: Tutti ci possono mettere in difficoltà e credo che non bisogna mai affrontare una gara sottovalutando la squadra o i singoli giocatori.

Il primo allenamento

Massimiliano Segreto: Più che nel gestirmi con la palla durante il mio primo allenamento di basket ho avuto difficoltà nella velocità e nello spingermi avanti e indietro, cosa che in parte ancora sento. Sicuramente se devo pensare a quel primo allenamento penso a tanta felicità.

Mattia Scandolaro: Montare su una carrozzina ed avere la coordinazione di spingere la carrozzina e ricevere un passaggio o di tirare all’inizio è stato molto complicato, infatti non arrivavo nemmeno a toccare la retina quando tiravo. 

Andrea Molaro: Durante il mio primo allenamento tutto lo staff si è messo a mia disposizione per insegnarmi le cose base del basket. Io con la carrozzina ci vivo da quando avevo due anni più o meno quindi il mio problema non è stato muovermi con la carrozzina ma muoversi con la palla.

L’allenatore ideale

Massimiliano Segreto: Secondo me l’allenatore ideale oltre che essere preparato tecnicamente e tatticamente deve essere un grande psicologo, cioè deve sapere come gestire i suoi giocatori.

Mattia Scandolaro: L’allenatore ideale deve essere anche molto bravo a motivare la squadra (e quindi anche me) e deve cercare di tranquillizzarmi quando sono agitato.

Andrea Molaro: Il mio allenatore ideale deve insegnare senza aggredire, deve capire la persona che ha di fronte e deve essere un buon motivatore.

Vestire la Maglia Azzurra  

Massimiliano Segreto: E’ un grande onore, tutti i giocatori di qualsiasi sport puntano a vestire la maglia della propria Nazionale, penso che sia il gradino più alto a cui un giocatore possa ambire.

Mattia Scandolaro: Indossando la maglia azzurra ho raggiunto uno dei traguardi che mi ero preposto quando ho iniziato a giocare a basket, quindi essere arrivato qui significa una grande cosa per me.

Andrea Molaro: Indossare la maglia azzurra è un grande onore per me perché penso che a casa ci sono tante persone che vorrebbero vestirla e che purtroppo invece non sono qui. Per questo spero di portarla al meglio.

Lo spirito di squadra 

Massimiliano Segreto: E’ fondamentale sia per le squadre forti che (e soprattutto) per quelle di medio e basso livello perché la mancanza di capacità tecnica e tattica può e deve essere bilanciata dal lavoro di squadra.

Mattia Scandolaro: E’ la cosa più importante che ci deve essere in una squadra proprio perché aiuta tutta la squadra.

Andrea Molaro: Lo spirito di squadra è una cosa fondamentale!

Come ti vedi tra 10 anni 

Massimiliano Segreto: Tra 10 anni mi vedo un bravo giocatore!

Mattia Scandolaro: Io spero di arrivare in Nazionale maggiore e quindi di raggiungere un altro dei traguardi che mi sono preposto raggiungendo un livello sportivo più alto di quello in cui sono ora anche se comunque già adesso sono molto contento.

Andrea Molaro: Spero di continuare a giocare, magari raggiungendo la Serie A (non si sa mai). E credo che rimarrò sempre lo stesso.