Il sole nella mia vita – Federica Maspero

Federica Maspero, velocista bi-amputata, si racconta alla vigilia dei Campionati Europei di Atletica Paralimpica Grosseto 2016. Uno sguardo sulla sua vita sportiva e affettiva con storie ed aneddoti davvero inediti.

“Quando mi sono ammalata di meningite, volevo semplicemente ricominciare da dove la mia vita era stata interrotta, e la mia vita era fatta di studio, era fatta di dedizione all’altro e di ‘una missione, che era quella di diventare un medico e di essere medico”.

L’incontro con l’atletica

“Io ero anche un corpo oltre che a essere una mente, e quindi ho iniziato a correre, e l’atletica mi ha cambiato la prospettiva della vita, nel senso che ho iniziato a vedere le giornate di sole, ho iniziato a sentire la libertà, e di nuovo una voglia di vivere incredibile, che è quella che mi dà tuttora l’atletica”.

L’oncologia e l’agopuntura

“Oncologia è un capitolo importantissimo della mia vita con cui sto ancora facendo i conti. L’ho abbracciata forse quando ho iniziato a fare medicina, è una scelta che poi ho dovuto rivedere quando a 24 anni ho avuto la malattia che mi ha portato all’amputazione delle gambe, delle mani, e ad un sacco di altre cose… La specialità da prendere è stata un po’ dettata proprio dall’esperienza dell’essere stata paziente, dall’aver toccato la morte, quindi…Cosa mi può veramente coinvolgere a 360 gradi, con i temi importanti della vita, cioè oggi ci sei e domani puoi non esserci più…”

“Faccio sempre il medico, però ho abbracciato, per un percorso personale importante, proprio di vita, ho abbracciato un altro tipo di medicina, che è l’agopuntura, che è una medicina olistica, in cui la visione dell’essere umano è un po’ diversa da quella che c’è nella medicina tradizionale”.

Federica Maspero e l’amore

“In un estate bruttissima, come è stata quella del 2014, in cui ha sempre sempre sempre piovuto, il 30 agosto, io mi sono svegliata alle 7 del mattino, pioveva che non si sa, e il tempo di andare dal parrucchiere con le mie amiche che arrivavano da tutto il mondo, perché avevo un’amica che arrivava da Philadelphia, una che arrivava da Boston, un’altra che arrivava dall’Iran, mia mamma, un’altra mia amica che arrivava da Napoli, e mi han detto – non ti preoccupare Fede, vedrai che uscirà il sole – e come sono uscita dal parrucchiere è venuto fuori il sole, e per me è stato un segno, ed è stata una giornata caldissima, ci sono stati 28 gradi, e nessuno l’avrebbe mai detto, e quello per me è stato il sole che entrava nella mia vita e così è stato”.

Il viaggio di nozze

“Il Sudafrica è una terra meravigliosa, piena di contraddizioni, e dove noi abbiamo fatto il viaggio di nozze, io volevo andare in Africa già da tantissimo tempo, perché ero affascinata dal Continente Nero, ero affascinata da questo Mal d’Africa di cui si sente tanto parlare…”

Il caos

“Io sono il disordine allo stato puro, ma non tanto disordine casalingo, ma sono proprio disordine di vita, nel senso che la mia vita è un caos, è un rimescolamento di carte continuo, io spesso mi definisco entropia pura, cioè, uno come Matteo, che è uno metodico, un’ingegnere, abbastanza quadrato, penso di averlo, avergli veramente cambiato le carte in tavola talmente tante volte che, se sta con me è perché mi ama…”

Far dimenticare la disabilita’

“Quattro paia di calze, mi riportano al regalo di Natale del 2013, in cui mi sono arrivate delle calze in cashmere, da parte di mio marito, che me le ha comprate perché così mi tenevano caldo ai piedi, e quando me le ha date mi ha detto – oh, che figura che ho fatto – e per me quello è stato un momento bellissimo, perché vuol dire che sono stata capace di far dimenticare anche a lui che mi mancano due gambe… E quindi è un successo grandissimo che ho avuto, perché se tu riesci a far dimenticare, anche solo per un momento, per un momento di distrazione no, che hai una disabilità, a una persona che ti vive accanto e che la tua disabilità la vede tutti i santi giorni, vuol dire che tu realmente hai fatto qualcosa di grande, che è integrarti completamente e abbattere qualunque barriera!”