Counseling psicologico Spazio Vita Niguarda – Elisa Buratti

Fammi tornare a vivere, quindi fammi capire quali parti di me non si sono rotte, quali parti di me possono tornare a funzionare. Fammi capire qual è l’equilibrio tra un corpo completamente immobile e una mente che viaggia a mille.”
Così inizia l’intervista di Ability Channel a Elisa Buratti, Psicologa e Psicoterapeuta che ci spiega in cosa consiste la sua attività a Spazio Vita Niguarda, il Centro Polifunzionale attiguo all’Unità Spinale dell’Ospedale Niguarda di Milano. 

Il servizio di Counseling, ricostruire la propria vita

Quello che faccio all’interno del Counseling psicologico è accompagnare la persona con disabilità verso la ricostruzione della propria vita. Si tratta di un vero e proprio viaggio che la persona fa per arrivare a riscoprire delle nuovi parti di sé, quindi creare un nuovo modo di stare all’interno delle relazioni, creare un nuovo modo di stare all’interno della propria vita. E’ un percorso di ricostruzione del sé e di adattamento ad una vita che è cambiata ma non è finita.

Ritornare a casa vuol dire fare i conti con una vita che è cambiata, a volte vuol dire anche cambiare casa perché quella in cui hai sempre vissuto non è accessibile, vuol dire magari anche cambiare lavoro, vuol dire cambiare ruolo sociale, cambiare un ruolo all’interno della famiglia. Il ritorno alla vita è sicuramente il passaggio più difficile ed è anche quello più impegnativo in ambito terapeutico.

Questo servizio è rivolto a tutte le persone con lesione midollare presenti sul territorio, quindi ci occupiamo sia dei pazienti che sono stati dimessi dal reparto di Unità Spinale che delle persone che sono già a casa ed hanno intenzione di mettersi in gioco all’interno di questo percorso.

Viene costruito insieme alla persona un progetto, con degli obiettivi da raggiungere e ci si prende tutto il tempo necessario per occuparci di questo progetto, non c’è una durata di tempo, dipende dalle risorse che la persona riesce ad attivare all’interno del percorso e degli obiettivi che ci poniamo.

Tutto è molto focalizzato sull’ascolto attivo, in genere le persone che hanno subito un trauma come può essere la lesione midollare hanno bisogno di raccontarsi, di dire, di lasciar correre questa testa velocissima e questi pensieri, sono persone che hanno bisogno di un ascolto rispetto alle loro paure, a quella che è una dimensione più ansiosa o più depressiva. Tutto avviene all’interno di un colloquio psicologico clinico strutturato partendo proprio dall’accoglienza del bisogno reale della persona, quindi tutto viene sempre co-costruito insieme.