Il futuro del nuoto paralimpico – Roberto Valori

Roberto Valori è stato rieletto alla presidenza della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico. Ability Channel lo ha intervistato per scoprire quali saranno le novità del prossimo quadriennio, così pieno di aspettative dopo i grandissimi successi ottenuti a Rio 2016.

Una vita nel nuoto

“Ho cominciato nel 69, quando la Santa Lucia era ancora una clinica – racconta Roberto Valori – con Giovanni Pischi che mi ha messo in acqua per volontà della moglie, perchè lui aveva paura a vedermi con un braccio solo, la moglie spinse…questo ragazzo può nuotare…e lui mi insegnò…dal 69, a parte un buco di tre anni dall’81 all’84, crisi di gioventù post-adolescenziale e quant’altro, ho sempre nuotato e mi sono sempre occupato di nuoto. Nel 96 ho smesso di fare le gare e sono vent’anni che provo a fare il dirigente sportivo. So quanto ha fatto bene a me il nuoto e questa è una cosa che cerco sempre di regalare ai giovani disabili per farli intraprendere questa magnifica disciplina…”

“Mi ricordo la notte prima di andare a Toronto…avevo 13 anni e passai la notte in bianco…è una gioa che ancora sento nel cuore, è come un vecchio profumo, risento quella gioia come si risente un profumo che non si sentiva da anni…e quella gioia mi ha dato quei momenti di voler regalarla a qualcun’altro, non solo per una paralimpiade ma anche per una gita con gli amici, per un allenamento oppure per andare tutti insieme con il pulmino a fare le gare…momenti magnifici…poi da un punto di vista psicologico, più egoistico e più personale non volevo perdere tutto quello che avevo conquistato, questa grande gioia che mi dava lo sport, ho voluto continuare per non perdere tutto…”

Un quadriennio fantastico

“L’acqua emoziona! Io sono in acqua con loro e spingo con loro, abbiamo vissuto tutte le gare…il mio tifo va oltre, non è qualcosa di freddo…mi calo con loro e cerco di dargli una mano a spingere per arrivare primi…”

“La più bella trasferta di nuoto paralimpico, la più bella paralimpiade che ha visto il bottino di tredici medaglie conquistate, il doppio di Londta (sette)…paralimpiade meravigliosa passando per un quadriennio eccezionale, le 34 medaglie di Funchal, le medaglie nei vari campionati del mondo…”

“Abbiamo cominciato a lavorare con i giovani nel 2010, da quando è nata la federzione italiana di nuoto paralimpico ed in sei anni, passando per la paralimpiade di Londra e le varie gare istituzionali durante l’anno, siamo riusciti ad arrivare a sei anni, diciamo che ci abbiamo messo sei anni per arrivare a tutto questo…con strategie politiche legate al lavoro sui giovani, con il trofeo Futuri Campioni, con l’inserimento dei Campionati italiani giovanili, il grandissimo lavoro fatto dalle società sportive, fatto dalle famigòlie e dai genitori che portano i bambini e i ragazzi a nuotare, dalla passione che anima questo grande movimento”.

Il valore dei tecnici

“Il tecnico bravo si sceglie da solo, è come un cuoco, mangi il suo piatto, noti che questo piatto ha un equilibrio eccezionale tra le varie componenti che fanno, poi, la gusto-olfazione. E’ una persona seria, che non parla tanto, è una persona umile, è spesso anche una persona un pochino fuori le righe perchè necessariamente il tecnico non è un politico e deve quindi battere il pugno per cercare di stimolare i dirigenti…poi per chi fa politica ottenere di più per i suoi ragazzi e per il suo gruppo di lavoro”.

“Il Commissario Tecnico è Riccardo Vernole, quindi lui è il capo, non sono io, non è il Segretario generale…è lui il capo. E’ lui che decide come muoversi e quello che fare, decide anche quale sia il suo gruppo di lavoro. L’equilibrio riusciamo ad ottenerlo non mettendo boccaall’interno delle scelte che fa il CT, quindi grande rispetto delle regole e delle posizioni. Il presidente fa il presidente, il Ct fa il Ct, il segretario generale fa il capo dell’amministrazione e delle procedure”.

Il futuro

“E’ facile parlare con le medaglie che pesano al collo, però è più difficile dire qualcosa quando non si arriva nemmeno in finale, ma noi siamo vicino anche a quegli atleti perchè gli diamo sempre una possibilità in più, anzi, se non ti rialzi non c’è motivo di cadere, quindi tutti gli atleti che sono caduti, che non hanno vinto, per me possono far bene, possono forse trovare anche stimoli più forti di chi è arrivato primo…”

“La prossima gara istituzionale saranno i campionati invernali a Caserta, seconda settimana di Marzo, poi abbiamo i mondiali in Messico ad Ottobre, e subito dopo i Campionati Europei giovanili a Genova dove speriamo di poter fare bene e dimostrare a tutta l’Europa e all’Italia per prima che abbiamo una nazionale forte con tanti giovani”.

La tecnologia

“I ragazzi sono ormai allenati, dal punto di vista dell’allenamento e dal modo in cui sono seguiti dalle società i ragazzi ormai stanno al massimo, quello che hanno potuto dare hanno dato, adesso dobbiamo fare il salto di qualità inserendo figure nuove come il nutrizionista o lo psicologo e poi anche nuove tecnologie…abbiamo pensato di applicare sui ragazzi nuove tecnologie in acqua, veri studi ingegneristici che possano dare dei suggerimenti d’oro agli allenatori e agli stessi ragazzi per migliorare le proprie prestazioni”.

Il corso per i dirigenti

“Vogliamo fare il corso per dirigenti sportivi, perchè fino adesso ai dirigenti nessuno ha mai pensato. Abbiamo pensato alla crescita dei tecnici, ne abbiamo formati più di 500 nel quadriennio passato, vorremmo dare qualche suggerimento attraverso un corso, abbiamo già attivato le persone che possono darci una mano in questo”.

“La grande percentuale che mi ha sostenuto è una percentuale che ha sicuramente sostenuto le scelte del presidente ma anche le scelte del Consiglio federale, l’attenzione della Segreteria generale, l’Ufficio stampa, i funzionari che lavorano con noi, i tecnici, gli atleti…alla fine il 100% è per tutti, non per me. Probabilmente è un premio ma è pure un modo per darmi uno strumento attraverso la giunta, attraverso la voce del Comitato paralimpico, per darmi voce e forza per ottenere sempre di più vantaggi sportivi per il mondo del nuoto paralimpico che, probabilmente rimane una delle discipline principe…”