Parcheggio disabili

Parcheggio per disabili. Argomento interessante di cui troppo poco si parla, molto spesso girando per le nostre città ci troviamo in situazioni assurde e paradossali.

Cerchiamo posto per le auto e di frequente capita di vedere che i posti assegnati a noi disabili sono posizionati nei luoghi meno appropriati, come vicino a marciapiedi insormontabili, senza il giusto spazio per poter scendere ed entrare con la carrozzina, insomma questo parcheggio disabili a volte è proprio un incubo.

Magari la cosa che ci fa più imbestialire è che il parcheggio disabili, che la “nostra società” ha impiegato millenni per riservarci, è abusivamente occupato da un non avente diritto o peggio ancora da un auto con contrassegno esposto ma senza nessun tipo di disabile a bordo. A questo proposito, gustiamoci questa simpatica clip tratta dal film “Il ritorno del Monnezza” dove un simpaticissimo Claudio Amendola mostra cosa potrebbe succedere a chi fa il furbetto (sono stato gentile) e lascia la macchina in un parcheggio disabili…….

 

Parcheggio Disabili: le giuste misure

Carina la clip, vero? Be’, intanto iniziamo a fare un po’ di chiarezza una volta per tutte: i parcheggi disabili che solitamente troviamo nelle nostre città sono larghi 2,5 m profondi 5,00 m (parcheggi a pettine e a spina di pesce). Ma le dimensioni stabilite per il parcheggio disabili sono ben altre: larghezza minima di 3,20 m e profondità 5,00, mentre per i parcheggi posti lungo il senso di marcia, larghezza 2,5 m profondità 6 m.

Queste misure si possono trovare in qualsiasi manuale di costruzioni per geometri e architetti. Bene!

Come è possibile quindi che ci sia sempre tantissima confusione in materia? O meglio, com’è possibile che chi progetta un parcheggio disabili (per lo più ad uso pubblico) così spesso incappi in errori banali come quello di sbagliare delle semplici misure? Arcano mistero che speriamo qualcuno ci possa spiegare presto.

Le leggi che fanno chiarezza in materia sono il D.M. 236/1989 ai punti 4.2.3 e 8.2.3, e il D.P.R.  503/1996 agli art. 10 e 16.

Qui sotto vi riporto alcuni disegni inerenti le dimensioni del parcheggio disabile per parcheggi a pettine, a spina di pesce e lungo il senso di marcia, sperando siano utili a qualcuno di dovere.

Parcheggio DisabiliParcheggio Disabili

Parcheggio Disabili, il rispetto prima di tutto

Fatta luce sulle dimensioni che “dovrebbero essere standard” per il parcheggio disabili, cerchiamo di chiarire chi può usufruire del parcheggio disabili, così da evitare ogni confusione.

Mi è capitato spesso di chiedere a persone che scendevano dalla propria macchina, dopo aver parcheggiato in un parcheggio disabili, chi fosse il disabile. Le risposte non sono tardate ad arrivare: “La disabile è mia madre ma vive a Canicattì”, oppure “Il disabile è mio figlio ma io non vivo in questa zona”, ed anche “Mi fermo solo 5 minuti, il disabile è mio marito che è a lavoro qui vicino”.

Premesso che in tutte queste risposte ci sarà anche un pizzico di verità, chi guida deve essere a conoscenza del fatto che se il disabile non è a bordo del mezzo o non lo sta andando a prendere, non può e non deve lasciare il proprio veicolo sul parcheggio disabili, poiché si tratta di un atto improprio. Il fatto di avere una persona disabile in famiglia, non autorizza tutti i componenti del nucleo familiare ad usare il tagliando arancione per poter parcheggiare comodamente in un parcheggio disabili a proprio piacimento.

Questo concetto dovrebbe essere ben chiaro a tutti, forze dell’ordine comprese, che spesso sono le prime a prestare poca attenzione alla presenza o meno del tagliando a bordo o che questo si trovi in una vettura realmente utile ad una persona con disabilità.

La cosa che più mi fa infervorare è che spesso sono proprio i parenti dei disabili a non rispettare le regole e ad occupare impropriamente il parcheggio disabili, purtroppo. Come è possibile che proprio chi vive a contatto con un mondo che fatica a farsi sentire, sia poi il primo a non rispettarlo?

A chi spetta il tagliando, come fare per ottenerlo e le novità

Parcheggio DisabiliIl tagliando per il parcheggio disabili è una speciale autorizzazione che, previo accertamento medico, viene rilasciata dal sindaco del proprio Comune di residenza ma è valido e utilizzabile su tutto il territorio nazionale (art.188 del Codice della Strada, CdS, e art. 381 del Regolamento di esecuzione del CdS).

Dal 15 settembre 2012 è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili “europeo”: azzurro chiaro, di forma rettangolare e con il simbolo internazionale dell’accessibilità bianco della sedia a rotelle su fondo blu, ha una validità di cinque anni.  Il nuovo tagliando è stato introdotto con il Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012, ed è conforme al “contrassegno unificato disabili europeo” (CUDE) previsto dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea 98/376/CE (la sua validità quindi è estesa agli altri 28 paesi aderenti all’UE).I requisiti previsti per il rilascio del nuovo contrassegno restano principalmente gli stessi. come le condizioni del suo utilizzo.

Chi ha diritto al tagliando

Hanno diritto al rilascio del contrassegno:

• le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta;

• le persone non vedenti.

Per un periodo inferiore ai cinque anni, quindi a tempo determinato, può essere rilasciato anche a:

  • persone con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche;
  • persone con totale assenza di ogni autonomia funzionale e con necessità di assistenza continua, per recarsi in luoghi di cura.

Il contrassegno invalidi non è vincolato a uno specifico veicolo perché ha natura strettamente personale, quindi può essere utilizzato su qualunque mezzo destinato alla mobilità della persona disabile. Deve essere usato solo ed esclusivamente se l’intestatario del contrassegno è a bordo, alla guida o accompagnato da terzi, e deve essere sempre esposto in originale, in modo ben visibile, sul parabrezza del veicolo. Infine, in caso di decesso del titolare, di perdita dei requisiti o di scadenza del termine di validità, il contrassegno deve essere restituito all’ufficio competente che lo ha rilasciato.

Rilascio, rinnovo e duplicato del contrassegno invalidi

Per richiedere il primo rilascio del contrassegno invalidi o nel caso in cui il vecchio contrassegno sia scaduto da più di novanta giorni, si deve prima ottenere dall’Ufficio di Medicina Legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza la certificazione medica che attesti la capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta oppure la cecità totale. Bisogna poi presentare un’apposita domanda indirizzata al sindaco del Comune di residenza in cui sia allegata la certificazione medica ottenuta (art. 381 Regolamento di esecuzione del CdS, modificato dal D.P.R. 151/2012, e L. 131/2001). Per le persone disabili e/o invalide temporaneamente (in seguito ad un infortunio o per altre cause patologiche), il contrassegno può essere rilasciato a tempo determinato con le stesse modalità, ma la relativa certificazione medica deve specificare espressamente il presumibile periodo di durata della invalidità del contrassegno. Il rilascio del contrassegno definitivo, vale a dire quello con validità per cinque anni, è gratuito (specifici versamenti sono previsti solo nel caso del contrassegno temporaneo).

Il rinnovo: alla scadenza della validità si può rinnovare il contrassegno attraverso varie modalità (art. 1 del D.P.R. 151/2012):

contrassegno invalidi definitivo (con validità per cinque anni): entro i tre mesi successivi alla scadenza occorre presentare al comune di residenza la certificazione medica del proprio medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno giustificato il precedente rilascio;

contrassegno invalidi temporaneo: si può ottenere un nuovo contrassegno a tempo determinato, dopo un’ulteriore  certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza, che attesti che le condizioni della persona invalida danno diritto all’ulteriore rilascio. In questo caso l’ufficio di medicina legale deve anche indicare i tempi di validità del nuovo contrassegno.

In entrambi i casi, successivamente bisogna presentare al comune di residenza apposita domanda per richiedere il rilascio del nuovo contrassegno invalidi, allegando la certificazione medica, il vecchio contrassegno in originale e, per i contrassegni temporanei, la marca da bollo prevista dalla normativa vigente. È possibile richiedere il duplicato del contrassegno, per furto o smarrimento, presentando domanda e denuncia fatta alle Autorità.

Se vuoi il mio posto, prenditi anche la mia disabilità!

Parcheggio DisabiliQuesto è lo slogan riservato a tutti coloro che lasciano il proprio mezzo sul parcheggio disabili.

Se avete storie o esperienze vissute da raccontarci, fate sentire la vostra voce,  noi di AbilityChannel saremo felici di darle spazio!

Come dice il  vecchio saggio “una sola goccia d’acqua non è nulla… ma tante gocce d’acqua formano un oceano”.