Parcheggio disabili, le informazioni utili

Molto spesso, girando per la città alla ricerca di un parcheggio disabili per la propria auto, capita di vedere che i posti assegnati alle persone disabili siano posizionati in luoghi non appropriati, magari vicino a marciapiedi insormontabili e senza il giusto spazio per la propria carrozzina. Ma non è tutto. La cosa che il più delle volte fa imbestialire è il parcheggio invalidi occupato abusivamente da un non avente diritto o da un auto con contrassegno esposto ma senza alcun disabile a bordo. A questo proposito, gustiamoci una simpatica clip tratta dal film Il ritorno del Monnezza, dove Claudio Amendola mostra cosa potrebbe succedere a chi fa il ‘furbetto’.

Dimensioni parcheggio disabili: quali sono

In genere, i parcheggi per disabili (a pettina e a spina di pesce) sono larghi 2,5 m e profondi 5,00 m. Nonostante le dimensioni stabilite per il parcheggio disabili siano ben altre, come stabilito dagli articoli 10 e 16 del DPR 24 luglio 1996, n.503 e dal D.M. 236/1989 ai punti 4.2.3. e 8.2.3:

  • larghezza non inferiore ai 3,20 m;
  • lunghezza (nel caso di parcheggio posto lungo il senso di marcia) non inferiore ai 6 m.

Tali misure del parcheggio vengono considerate erroneamente come standard. Di seguito vi riportiamo alcuni disegni inerenti le dimensioni del posto auto disabili per parcheggi a pettine, a spina di pesce e lungo il senso di marcia.

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Parcheggio Disabili, il rispetto prima di tutto

Mi è capitato spesso di chiedere a persone che scendevano dalla propria macchina, dopo aver parcheggiato in un parcheggio disabili, chi fosse il disabile. Le risposte non sono tardate ad arrivare: “La disabile è mia madre ma vive a Canicattì”, “Il disabile è mio figlio ma io non vivo in questa zona”, “Mi fermo solo 5 minuti, il disabile è mio marito che è a lavoro qui vicino”.

Premesso che in tutte le risposte ci sarà anche un pizzico di verità, chi guida deve essere a conoscenza di una cosa. Se il disabile non è a bordo del mezzo o non lo sta andando a prendere, non può e non deve lasciare il proprio veicolo sul parcheggio disabili, poiché si tratta di un atto improprio. Il fatto di avere una persona disabile in famiglia non autorizza tutti i componenti del nucleo familiare ad usare il tagliando per parcheggiare a proprio piacimento. Questo concetto dovrebbe essere ben chiaro a tutti, forze dell’ordine comprese, che spesso sono le prime a prestare poca attenzione.

Spesso sono proprio i parenti dei disabili a non rispettare le regole e ad occupare impropriamente il parcheggio disabili. Com’è possibile che proprio chi vive a contatto con un mondo che fatica a farsi sentire, sia poi il primo a non rispettarlo?

A chi spetta il tagliando, come fare per ottenerlo e le novità

parcheggio disabili-tagliando disabili-pass disabili-tagliando per persone con disabilità ability channelIl contrassegno disabili è un tagliando con il simbolo grafico della disabilità che permette alle persone con problemi di deambulazione e ai non vedenti di usufruire di facilitazioni nella circolazione e nella sosta dei veicoli al loro servizio, anche in zone vietate alla generalità dei veicoli. È un’autorizzazione speciale che, previa accertamento medico, viene rilasciata dal proprio Comune di residenza. Tuttavia è valida ed utilizzabile su tutto il territorio nazionale (art.188 del Codice della Strada e art. 381 del Regolamento di esecuzione del CdS).

Fino al 15 settembre 2012 il contrassegno per auto era un tagliando di colore arancione, con il simbolo nero della sedia a rotelle. Invece, dal 15 settembre 2012 è entrato in vigore in Italia il nuovo contrassegno di parcheggio per disabili “europeo”: azzurro chiaro, di forma rettangolare e con il simbolo internazionale dell’accessibilità bianco della sedia a rotelle su fondo blu. Ha una validità di cinque anni. al termine dei quali può essere rinnovato. Inoltre, può essere rilasciato anche a tempo determinato nel caso in cui a richiederlo sia una persona con invalidità temporanea.

Introdotto con il Decreto del Presidente della Repubblica n.151 del 30 luglio 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 203 del 31 agosto 2012, il nuovo tagliando è conforme al “contrassegno unificato disabili europeo” (CUDE) previsto dalla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea 98/376/CE (la sua validità quindi è estesa agli altri 28 paesi aderenti all’UE).

Chi ha diritto al tagliando

Hanno diritto al rilascio del contrassegno:

  • le persone con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta;
  • le persone non vedenti.

Per un periodo inferiore ai cinque anni, può essere rilasciato anche a:

  • persone con temporanea riduzione della capacità di deambulazione a causa di infortunio o per altre cause patologiche;
  • persone con totale assenza di ogni autonomia funzionale e con necessità di assistenza continua, per recarsi in luoghi di cura.

Il contrassegno invalidi non è vincolato a uno specifico veicolo perché ha natura strettamente personale. Quindi può essere utilizzato su qualunque mezzo destinato alla mobilità della persona disabile. Deve essere usato solo ed esclusivamente se l’intestatario del contrassegno è a bordo, alla guida o accompagnato da terzi, e deve essere sempre esposto in originale, visibile sul parabrezza del veicolo. Infine, in caso di decesso del titolare, di perdita dei requisiti o di scadenza del termine di validità, il contrassegno deve essere restituito all’ufficio competente che lo ha rilasciato.

Il rilascio del contrassegno invalidi

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Per richiedere il primo rilascio del contrassegno invalidi, o nel caso in cui il vecchio contrassegno sia scaduto da più di 90 giorni, bisogna eseguire due operazioni. Si deve prima ottenere dall’Ufficio di Medicina Legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza la certificazione medica che attesti la capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta oppure la cecità totale. Bisogna poi presentare un’apposita domanda indirizzata al sindaco del Comune di residenza, in cui sia allegata la certificazione medica ottenuta (art. 381 Regolamento di esecuzione del CdS, modificato dal D.P.R. 151/2012, e L. 131/2001).

Per le persone disabili e/o invalide temporaneamente (in seguito ad un infortunio o per altre cause patologiche), il contrassegno può essere rilasciato a tempo determinato con le stesse modalità, ma la relativa certificazione medica deve specificare espressamente il presumibile periodo di durata della invalidità del contrassegno. Il rilascio del contrassegno definitivo, vale a dire quello con validità per cinque anni, è gratuito (specifici versamenti sono previsti solo nel caso del contrassegno temporaneo).

Il rinnovo del tagliando

Alla scadenza della validità, si può rinnovare il contrassegno attraverso varie modalità (art. 1 del D.P.R. 151/2012):

  • Contrassegno invalidi definitivo (con validità per 5 anni). Entro i 3 mesi successivi alla scadenza, occorre presentare al comune di residenza la certificazione medica del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno giustificato il precedente rilascio;
  • Contrassegno invalidi temporaneo. Si può ottenere un nuovo contrassegno a tempo determinato, dopo un’ulteriore certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza, che attesti che le condizioni della persona invalida danno diritto all’ulteriore rilascio. In questo caso l’ufficio di medicina legale deve anche indicare i tempi di validità del nuovo contrassegno.

Il duplicato del pass disabili

In entrambi i casi sopracitati, successivamente bisogna presentare al comune di residenza apposita domanda per richiedere il rilascio del nuovo contrassegno invalidi, allegando la certificazione medica, il vecchio contrassegno in originale e, per i contrassegni temporanei, la marca da bollo prevista dalla normativa vigente. È possibile richiedere il duplicato del contrassegno, per furto o smarrimento, presentando domanda e denuncia fatta alle Autorità.

Dove poter parcheggiare con il tagliando

parcheggio disabili-parcheggio per disabili-tagliando disabili-pass disabili-ability channel-parcheggio riservato ai disabili

Il contrassegno consente ai veicoli che ne sono provvisti di usufruire del parcheggio disabili. Nel dettaglio:

Transitare

  • nelle zone a traffico limitato (Ztl), quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (artt. 11, c.1 e 3, e 12 D.P.R. 503/1996);
  • nelle zone a traffico controllato (Ztc) (artt. 11, c.1 e 3, e 12 D.P.R. 503/1996);
    nelle aree pedonali urbane (Apu), quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (artt. 11, c.1 e 3, e art. 12 D.P.R. 503/1996);
  • nelle vie e corsie preferenziali riservate ai mezzi di trasporto pubblico e ai taxi (art. 11, c.4, D.P.R. 503/1996);
  • in caso di blocco, sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse e per esigenze di carattere militare oppure quando siano previsti obblighi e divieti, temporanei o permanenti, anti-inquinamento, come le domeniche ecologiche o la circolazione per targhe alterne (art. 188 Regolamento di esecuzione del CdS). Il diritto di accesso dei veicoli al servizio della persona disabile titolare di un contrassegno è riconosciuto in tutte le aree carrabili dove è ammessa una sola categoria di veicoli; tuttavia è da tener presente che le modalità attraverso le quali questo accesso nella Ztl viene regolamentato possono variare da Comune a Comune.

Parcheggiare (sostare)

  • negli appositi spazi riservati nei parcheggi pubblici, ad eccezione dei parcheggi riservati al veicolo al servizio di un singolo titolare di contrassegno disabili;
    nelle aree di parcheggio a tempo determinato, senza limitazioni di orario e senza esposizione del disco orario, ove previsto (art. 188, c. 3, CdS);
  • nei parcheggi a pagamento (delimitati dalle strisce blu) gratuitamente, quando gli spazi riservati risultino già occupati, se espressamente stabilito dal Comune;
  • nelle zone a traffico limitato (Ztl) o nelle zone a sosta limitata (Zsl), senza limiti di orario, quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (art. 11 D.P.R. 503/1996);
  • nelle zone a traffico controllato (Ztc) (art. 11 D.P.R. 503/1996);
  • nelle aree pedonali urbane (Apu), quando è autorizzato l’accesso anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità (art. 11 D.P.R. 503/1996);
  • in caso di blocco, sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse e per esigenze di carattere militare oppure quando siano previsti obblighi e divieti, temporanei o permanenti, anti-inquinamento, come le domeniche ecologiche o la circolazione per targhe alterne (artt. 188 CdS e 381 Regolamento di esecuzione del CdS, art. 11 D.P.R. 503/1996);
  • nelle zone di divieto o limitazione di sosta, purché il parcheggio non costituisca intralcio alla circolazione.

Parcheggiare su un posto nominativo di un disabile è violenza privata

Nel 2017, in Italia, la sentenza n. 17794 della Quinta sezione penale della Suprema Corte ha riconosciuto che occupare un parcheggio disabili è violenza privata. Tuttavia, la sentenza si riferisce solo al posto riservato nominale (con numero di targa identificativo ed il numero di ordinanza del tesserino blu) e non a quelli generici, che possiamo trovare, per esempio, fuori i centri commerciali o i cinema.

Se vuoi il mio posto, prenditi anche la mia disabilità!

Parcheggio Disabili-pass per disabili-occupare posti disabili-ability channel-tagliando disabiliQuesto è lo slogan riservato a tutti coloro che lasciano il proprio mezzo sul parcheggio disabili.

Se avete storie o esperienze vissute da raccontarci, fate sentire la vostra voce,  noi di AbilityChannel saremo felici di darle spazio!

Come dice il vecchio saggio “una sola goccia d’acqua non è nulla… ma tante gocce d’acqua formano un oceano”.

 

Per altre informazioni utili, consulta il PDF cliccando qui!

(Fonte: Aci)