La magia della danza: Nicoletta Tinti

Tinti 02Lo sport fa parte della sua vita, da sempre. C’era con la Nicoletta Tinti di un tempo e c’è oggi, nella sua nuova vita. Cosa le ha insegnato? La disciplina, il rigore, la dedizione. Ma sopra ogni cosa, le ha insegnato a non arrendersi, mai.

Lo sport, un bisogno fisico e mentale

Nicoletta TintiLa sua vita sportiva inizia presto, e quando Nicoletta Tinti ha appena nove anni è già impegnata con gli allenamenti di ginnastica ritmica a cui dedica almeno tre ore al giorno. Ma i suoi sforzi saranno presto ripagati: qualche anno più tardi, all’età di 14 anni, viene convocata dalla Nazionale e si trasferisce così a Legnano, dove la preparazione atletica diventa ancora più intensa ed impegnativa in vista di un unico obiettivo: le Olimpiadi di Atlanta del 1996, alle quali Nicoletta parteciperà a soli 17 anni.

Oltre ad essere un’atleta però, Nicoletta è anche una ragazza liceale i cui sogni e desideri sono tanti, come il voler condurre una vita un po’ più vicina a quella dei suoi coetanei, sempre liberi e senza pensieri. E’ giunto il momento di riprendere in mano la sua vita e di godersela anche un po’, e a 18 anni Nicoletta è decisamente ancora in tempo per farlo. Lo scotto da pagare? Allontanarsi dalla ginnastica…

Studiare le è sempre piaciuto, ed ora che ha finito il liceo decide di continuare a farlo all’Università di Ingegneria Civile di Firenze; nuova città, nuova vita. L’università le permette di conoscere tante persone, di fare nuove amicizie, di avere più tempo da dedicare a se stessa; ma c’è qualcosa che le manca, che la fa sentire incompleta. Nonostante i sacrifici e l’impegno che richiede, a Nicoletta manca lo sport, quell’immancabile compagno di vita che l’ha sempre sostenuta in tutti i momenti più significativi. Ne sente il bisogno, un bisogno sia fisico che mentale.

Un lunedì di Luglio

Tinti 04Ha trovato una nuova passione Nicoletta, ed il suo nome è danza. Si è iscritta ad un corso serale, l’unico che la sua vita da studentessa le consente di seguire. E’ stato amore a prima vista, un amore di quelli passionali e travolgenti che quasi ti tramortiscono. E’ proprio questo quello che le mancava, sentirsi viva, completa. Ma le sorprese non sono finite: proprio nella sua scuola sono aperte le audizioni per entrare a far parte di una compagnia, la Florence Dance Company, con la quale lavorerà per un lungo periodo. E’ difficile conciliare studio ed allenamenti, soprattutto ora che appartiene ad una compagnia di danza che non vuole in nessun modo trascurare. Toccherà allo studio mettersi un po’ da parte, almeno per il momento.

E’ lunedì mattina presto, il sole sta spuntando timido per svegliare lentamente il mondo con il suo tepore. Nicoletta ha 29 anni ed è nel suo letto quando viene svegliata da un dolore improvviso tra le scapole che le toglie il fiato, come una pugnalata decisa nella schiena: metà del suo corpo ha smesso di risponderle. La corsa all’Ospedale di Siena è immediata, e qui la risonanza a cui la sottopongono i medici, parla chiaro: l’espulsione di un’ernia della cui esistenza Nicoletta non si era mai accorta, le ha compresso il midollo spinale. Deve essere operata d’urgenza.

“Al mio risveglio, dopo l’operazione, i medici mi dissero che non avrei più potuto camminare.”

Il mondo dello sport ti abitua alle rinunce ed alla determinazione, e Nicoletta di determinazione ne ha eccome. Pochi giorni dopo l’operazione inizia con il percorso fisioterapico, mettendo in pratica tutto quello che le viene insegnato: giorno per giorno si pone dei piccoli obiettivi da raggiungere così da poter riacquistare la propria indipendenza. Non vuole dipendere da nessuno Nicoletta, nessuno al di fuori di se stessa.

A distanza di una settimana dall’operazione Nicoletta viene trasferita all’Unità Spinale di Firenze dove ha inizio il suo lungo percorso riabilitativo. E’ durante l’ultimo periodo di permanenza qui che, su suggerimento del responsabile della sezione sport del reparto, decide di prendere parte ad uno dei fine settimana sulla neve organizzati dalla Teleflex che, con il progetto “Freerider Ski Tour“, offre dei corsi di avviamento allo sci per persone disabili.

Nonostante la bella esperienza vissuta, Nicoletta sente di non essere ancora pronta a riavvicinarsi allo sport, le serve del tempo per riassestarsi, per prendere coscienza della propria vita. Pausa.

Rimettersi in gioco a 360°…con la Teleflex

Sci alpino disabiliTerminati gli studi, Nicoletta comincia a lavorare presso lo studio di un ingegnere. Finalmente ha concluso il suo percorso universitario, passo dopo passo la sua vita sta riprendendo forma. E riparte. Ma la nostalgia dello sport è dietro l’angolo e così, nel 2011,  Nicoletta trascorre il suo secondo weekend sulla neve partecipando al progetto sportivo invernale “Freerider Ski Tour“, nato dalla collaborazione tra Teleflex e l’Associazione sportiva Freerider Sport Events.

“L’ambiente mi è piaciuto da subito perché è familiare, mi fa sentire sicura e tranquilla, come parte di una famiglia. Lo sci mi è stato di grande aiuto nel riacquistare sicurezza e fiducia in me stessa e nelle mie capacità, un’esperienza che mi è servita a capire di potermi ancora mettere in gioco e di poterlo fare completamente, a 360°. Sciare mi ha fatto provare delle emozioni uniche che onestamente non pensavo avrei avuto più l’occasione di provare, come quella di vivere la montagna da vicino, sentire la neve fredda tra le mani…”

Nicoletta decide quindi ascoltare il consiglio delle persone che le sono vicine e di non abbandonare l’attività sportiva ed inizia a frequentare dei corsi di tennis in carrozzina; in poco tempo comincia a gareggiare, e quell’adrenalina che tanto le era mancata è di nuovo con lei.

“Dopo l’incidente lo sport mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone che vivevano una situazione simile alla mia, mi ha insegnato pian piano a riconoscere me stessa, a riadattarmi in questo nuovo corpo. Lo sport mi ha fatto uno dei regali più belli che potessi ricevere: mi ha restituito la mia amata indipendenza.”

Ma il tennis e lo sci non sono tagliati del tutto su misura per lei. Nicoletta ha bisogno del movimento associato alla musica, le mancano quelle note su cui costruire le proprie sensazioni, reinventare se stessa. Quello che manca nella sua vita, è la danza.

InOltre

InoltreQuando Nicoletta, presa dalla nostalgia, torna dopo diverso tempo nella sua vecchia scuola di danza di Firenze, l’odore di pece e di legno in un attimo l’avvolgono, trasportandola nel passato. Qui ritrova la Florence Dance Company e, finalmente, si riavvicina al suo mondo di ballerina. Ma sarà l’incontro con Silvia Bertoluzza, a cambiarle davvero la vita.

“Ho conosciuto Silvia in occasione dello spettacolo che, per la prima volta dopo tanto tempo, mi ha vista salire ancora sul palcoscenico; si esibiva con la stessa compagnia con cui avevo lavorato anche io. Tra noi c’è stata subito sintonia, feeling, sembrava che ci conoscessimo da sempre e nel giro di pochissimo tempo siamo diventate delle vere amiche. La trovo una persona travolgente, vera, una carica naturale di energia positiva.”

Ed è stata proprio Silvia a restituire a Nicoletta l’emozione di tornare a danzare, in piedi. Con l’aiuto di un fabbro, per alcuni mesi ha lavorato ad una sua idea, così da poterla far diventare realtà.

“Si tratta di un oggetto di metallo, simile ad un carrello o più semplicemente ‘grim’. E’ stato un sogno che mi ha permesso di muovere con maggiore libertà la parte superiore del corpo e di farmi ritrovare delle emozioni, delle sensazioni che non pensavo avrei avuto la possibilità di provare, di nuovo. 
Qualche mese più tardi Silvia mi ha proposto di fondare insieme una compagnia nostra, e così è nata InOltre.”

Magia pura. E’ in piedi Nicoletta, per tornare a danzare con una libertà di movimento che, grazie al ‘grim’, ha ritrovato.
I preparativi per inscenare “Assenza“, questo il nome del primo spettacolo realizzato dalla neo compagnia, iniziano presto, ed il messaggio che vuole trasmettere è inequivocabile: per affrontare le proprie difficoltà bisogna prima saper riconoscere il proprio limite sul quale poi iniziare a lavorare.

Nello spettacolo, suddiviso in tre atti, Nicoletta veste i panni di una “Bambola” che racconta, attraverso il proprio corpo, i momenti più significativi della sua vita:

  • La Bambola malata“: nel primo atto è rappresentata la Bambola che dorme e che al suo risveglio vede le proprie gambe immobili, incapaci di rispondere ai comandi;
  • Il funerale della Bambola“: che caratterizza l’atto centrale;
  • La Bambola nuova“: nel terzo ed ultimo atto la protagonista è una Bambola nuova, che ha preso coscienza della propria condizione e quindi del suo essere.

Nicoletta Tinti ed il progetto “Summer Camp”

Summer Camp Ma c’è qualcos’altro a cui Nicoletta dedica anima e corpo, un progetto che l’appassiona, in cui crede molto. Per il quinto anno consecutivo infatti, Nicoletta farà da tutor sportivo a dei ragazzi affetti da spina bifida in occasione del “Summer Camp“, un progetto organizzato dall’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia) in collaborazione con l’Associazione sportiva Freerider Sport Events ed ovviamente, con il prezioso supporto della Teleflex.

“Vorrei che quanti più ragazzi possibili conoscessero questo progetto a cui ormai, da cinque anni a questa parte, amo dedicarmi. Si tratta di un’occasione che consente a questi ragazzi di avvicinarsi gradualmente allo sport, permettendogli di scoprire pian piano quelle che sono le loro capacità e quindi una dimensione di autonomia ed indipendenza che spesso in ambito familiare, anche comprensibilmente, non hanno l’opportunità di conoscere.”

Nicoletta è una donna forte, determinata, che non si è mai abituata alle sconfitte. Una persona vera che trascorre le sue giornate all’insegna di passioni e sogni, molti dei quali sono diventati realtà.

 

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