Forse il vaccino anti-celiachia non è solo un sogno

CeliachiaUn comune virus intestinale potrebbe avere un ruolo determinante nello sviluppo della celiachia, il disturbo alimentare più diffuso che in Italia colpisce circa 170.000 persone. Questo è quanto emerso dagli studi condotti dalla University of Chicago ed i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science nei giorni scorsi.

Un virus tra le cause della celiachia

La celiachia è un disturbo autoimmune caratterizzato da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue che colpisce circa 170.000 persone in Italia e che fino ad ora si riteneva fosse determinata dalla combinazione di due fattori principali:

  • fattori genetici
  • fattori ambientali: esposizione al glutine, una proteina contenuta principalmente in orzo, frumento e segale.

Ma uno studio condotto di recente dalla University of Chicago e pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Science potrebbe cambiare le carte in tavola aprendo la strada verso lo sviluppo, in un futuro non troppo lontano, di un vaccino che protegga dal disordine alimentare più diffuso, la celiachia. 

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Dallo studio infatti è emerso che la malattia potrebbe essere legata anche ad un’infezione da reovirus, un virus comune e generalmente del tutto asintomatico che in alcuni casi particolari potrebbe rappresentare un fattore scatenante. Nel primo anno di vita infatti, quando il sistema immunitario è ancora immaturo, una infezione da reovirus può lasciare una sorta di cicatrice sul sistema immunitario del bambino. Se a questo si aggiunge una predisposizione genetica e la prima esposizione al glutine si può avere come risultato l’inizio di una serie di risposte immunitarie che causano la celiachia. 

Quindi, nonostante ad oggi l’unica terapia efficace risulti essere una dieta priva di glutine, la possibilità dello sviluppo di un vaccino anti-celiachia, alla luce delle ultime scoperte, potrebbe non essere soltanto un sogno. Per esempio, seguendo una strategia di prevenzione, si potrebbero vaccinare i soggetti più a rischio (come i figli dei celiaci) prima dello svezzamento. Ma esiste anche un altro vaccino promettente, per gli adulti, che è ancora in fase sperimentale. Viene definito vaccino peptidico ed induce il sistema immunitario a tollerare il glutine e a non riconoscerlo come un nemico.

Chissà, magari tra una decina d’anni i nostri figli o i nostri nipoti potranno dire addio al ‘problema celiachia’. Incrociamo le dita!

 

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